Borsa: Europa parte in netto ribasso su crisi Ucraina

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

Avvio in netto ribasso per le Borse europee, preoccupate per la situazione in Ucraina, con la Russia che muove le proprie forze verso la Crimea e la levata di scudi dei Paesi del G7. Gli stessi indici della Borsa di Mosca stanno accusano pesanti cali: il Micex accusa un tonfo del 7,8% e l’Rts del 9%. Sulle prime battute Parigi scivola dell’1,8%, Madrid del 2,34% e Francoforte del 2,15%. Va giu’ Milano, in ribasso del 2,3%. A Piazza Affari registrano un bilancio in rosso tutte le azioni del Ftse Mib. UniCredit, Bpm e Unipolsai guidano i ribassi e scivolano di oltre il 3%. Arginano le perdite Snam (-0,39%) e Terna (-0,59%). Fuori dal paniere principale Damiani giu’ del 9%, Zucchi dell’8,5% e Fidia del 7%. Sono in controtendenza le Lventure (+3%). Sul mercato dei cambi, l’euro ha perso leggermente quota sul dollaro: vale 1,3768 contro 1,3803 di venerdi’. La divisa passa inoltre di mano a 139,54 yen (140,91 yen venerdi’), mentre il rapporto fra dollaro e yen si attesta a 101,31 (102,09). Il petrolio sale dell’1,6% a 104,24 dollari al barile.

Gli investitori sono preoccupati per la situazione in Ucraina. I Paesi del G7 hanno condannato la posizione di Mosca come ‘violazione della sovranità del Paese ucraino. Il comunicato delle sette potenze sostiene: ‘Ci impegniamo a sostenere l’Ucraina nei suoi sforzi per stabilire l’unita’ e la stabilita’ economica e politica del paese’. Le Borse europee sono partite male, ma stanno dimostrando di avere nervi saldi, tanto e’ vero che a una manciata di minuti dall’avvio delle contrattazioni il flusso degli ordini in vendita è diminuito. La stessa Piazza Affari cede l’1,5%, Madrid l’1,8%. La Borsa peggiore rimane Francoforte che arretra del 2,49%.

A Milano perdono quota tutte le blue chip, fatta eccezione del Banco Popolare che dopo un inizio in rosso ha virato improvvisamente al rialzo e segna un +1,19%. L’istituto ha dato i conti 2013 venerdì mattina. Non solo. L’assemblea dei soci ha approvato l’aumento di capitale fino a 1,5 miliardi di euro, che dovrebbe avere inizio lunedì 31 marzo per terminare giovedì 17 aprile. L’assemblea straordinaria ha approvato anche il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di 1 nuova azione ogni 10 azioni ordinarie esistenti. Il numero uno dell’istituto, Pier Francesco Saviotti, ha ribadito la volontà di tornare a distribuire il dividendo entro il 2015 e di incrementare la cedola a partire dall’esercizio successivo. Unicredit, per contro, lascia sul parterre oltre il 3%. Finmeccanica arretra dell’1%, cosi’ come la controllata Ansaldo Sts, nonostante le indiscrezioni circa l’interesse dei cinesi di China Cnr Corporation e Insigma per rilevare il controllo di Ansaldo-STS e AnsaldoBreda. Telecom Italia cede l’1,2% nel giorno in cui il Corriere Economia sostiene che l’azienda ‘ha tanti corteggiatori’.

Nel resto d’Europa sono sotto i riflettori le aziende auto francesi, visto che poco fa sono state annunciate le immatricolazioni in Francia del mese di febbraio. Renault, che ha registrato un calo delle vendite dell’1,7%, va giu’ di oltre il 4%. Peugeot arretra del 2,5% dopo la notizia che le immatricolazioni sono calate del 4,2%.