Botte da orbi su Open e Lotito. Senato ostaggio di renziani e forzisti. A Palazzo Madama si doveva decidere il calendario. Ma è stallo sullo scudo a Renzi e il seggio conteso

Senato Lotito
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Lotito e Renzi continuano a far discutere e a far litigare. Due ore circa di discussione non sono state sufficienti alla Conferenza dei capigruppo del Senato per trovare un accordo. Tanto che la riunione è stata aggiornata alle 16. Ma neanche il pomeriggio ha portato consiglio. Al punto che si è deciso di riaggiornarsi martedì prossimo, 18 gennaio, alle 14.

A scatenare “la rissa” la definizione del calendario della prossima settimana. A dividere la questione del seggio conteso tra l’azzurro Claudio Lotito (nella foto), patron della Lazio, e il senatore di Italia viva, Vincenzo Carbone. Il tema era stato rinviato dall’Aula alla Giunta delle Immunità che aveva proposto di assegnarlo al primo e che, investita nuovamente della questione, ha ribadito la decisione (leggi l’articolo).

Si tratta ora di capire se l’Assemblea potrà votare nuovamente su un argomento sul quale si è già espressa. Altro punto da mettere all’ordine del giorno il conflitto di attribuzioni in merito all’inchiesta sulla Fondazione Open che coinvolge Matteo Renzi, proposto anche in questo caso dalla Giunta delle Immunità. Il braccio di ferro si è consumato tra FI e Italia viva, per una volta nemici.

I GUAI DELL’EX PREMIER. L’ex premier ha sempre sostenuto che la Procura di Firenze, nell’ambito dell’inchiesta Open, ha violato la Costituzione. Non sono andati giù al senatore di Rignano alcuni sequestri di documenti sulle sue comunicazioni, con cui gli inquirenti hanno cercato di dimostrare che la fondazione, diventata la sua cassaforte, era un’articolazione di partito e che dunque vi sono stati finanziamenti illeciti.

Ebbene la Giunta per le immunità del Senato, appoggiando la tesi dell’ex rottamatore, ha deciso di chiedere all’Aula di votare sul conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale contro i magistrati di Firenze, come proposto dalla relatrice azzurra Fiammetta Modena. Facendo perno sul fatto che i magistrati hanno inserito nel fascicolo dell’inchiesta la chat con Vincenzo Manes del 3-4 giugno 2018, quando Renzi era già senatore. Per l’esponente di FI e per la stessa Giunta gli inquirenti avrebbero dovuto chiedere prima una formale autorizzazione al Senato.

Una relazione, che ha ottenuto 14 voti favorevoli tra cui quelli della Lega e di Fratelli d’Italia, mentre i due voti contrari sono stati quelli dell’ex presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso, e di Gregorio De Falco, ex M5S. Ad astenersi infine sono stati i senatori del Pd e del M5S. Sull’astensione dei pentastellati Giuseppe Conte ha precisato che si è trattato di un’astensione tecnica e che in Aula i 5Stelle voteranno contro il conflitto di attribuzione davanti alla Consulta. Adesso bisogna capire quando questo voto ci sarà.

L’ALTRO FRONTE. La Giunta per le elezioni e le immunità del Senato ha approvato poi la proposta del relatore azzurro Adriano Paroli per attribuire il seggio che ora è del renziano Vincenzo Carbone a Lotito. Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Leu, Italia viva e gruppo Misto hanno chiesto ulteriori approfondimenti e un riconteggio delle schede, ma l’organo presieduto da Maurizio Gasparri ha respinto la richiesta, confermando l’ok alla relazione.

Sulla vicenda dovrebbe così tornare a pronunciarsi l’Aula, che aveva rinviato il caso alla Giunta per rettificare i dati elettorali di proclamazione dei seggi. La nuova relazione di Paroli è passata con i voti favorevoli di Forza Italia, della Lega, delle Autonomie e di Fratelli d’Italia. L’Aula di Palazzo Madama è chiamata a risolvere i due rebus. Ma ieri non è stato possibile stabilire “quando”.