Brogli elettorali in America Latina. Il Senato si sveglia dopo tre anni. Sul tavolo della Giunta l’elezione contestata di Cario. Che dal 2018 siede tranquillamente a Palazzo Madama

ADRIANO CARIO
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Sui presunti brogli elettorali nella circoscrizione estero, e più nello specifico nella ripartizione America meridionale, si è svegliato il Senato. Gli elementi raccolti che mettono in dubbio i consensi ottenuti dal senatore Adriano Cario (nella foto), del Gruppo Misto, sono numerosi e la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, presieduta dall’azzurro Maurizio Gasparri, ha realizzato che una decisione sul ricorso del dem Fabio Porta è urgente essendo ormai stata abbondantemente superata la metà della legislatura. Il rischio infatti è che, tardando ancora, chi potrebbe aver diritto a un seggio resterebbe fuori da Palazzo Madama e chi invece non ne ha potrebbe ultimare senza problemi il mandato.

IL PUNTO. L’esame della vicenda da parte della Giunta è iniziato il 30 gennaio 2019, quasi tre anni fa, è ancora non è stato preso un provvedimento. Il renziano Giuseppe Cucca ha quindi sottolineato che, a suo avviso, “sussistono le condizioni per avviare la procedura di contestazione dell’elezione del senatore Cario”. E ha anche aggiunto che “tale fase consentirebbe a tutti i soggetti interessati di poter esprimere le proprie posizioni, nel rispetto del principio del contraddittorio.

D’altro canto – ha concluso – occorre definire tale vicenda, visto lo stato avanzato della legislatura e la condizione di incertezza nella quale versano tanto il senatore interessato quanto il presentatore dell’esposto”. Avanti dunque, ma sempre adagio. Una decisione definitiva sull’apertura del procedimento, che per essere concluso ha poi comunque bisogno di un certo tempo, verrà presa soltanto nella prossima seduta della Giunta.

IL CASO. L’ex deputato Porta, il 16 aprile 2018, ha presentato un esposto contro l’elezione del senatore Cario, presidente dell’associazione Centro Calabrese di Buenos Aires, sostenendo che almeno 9.790 schede erano viziate e che erano corrispondenti alla differenza di voti attribuiti all’Usei rispetto a quelli assegnati al Partito democratico. Per l’ex parlamentare, in alcune sezioni si sarebbero raggiunte percentuali definite “patologiche” dei voti ottenuti dall’Unione Sudamericana Emigrati Italiani rispetto a quelle ottenute nelle altre sezioni dell’Argentina e in particolare a Buenos Aires, dove Cario ha ottenuto 21.972 voti di preferenza sul totale di 24.742 ottenuti in tutta la ripartizione.

Inoltre, secondo Porta, durante lo scrutinio sarebbe emerso che, nelle sezioni da lui segnalate, la maggior parte dei voti sarebbe stata manifestata attraverso la medesima calligrafia. La Giunta ha anche chiesto alla Procura di Roma un aggiornamento sullo stato dei procedimenti penali pendenti presso la stessa Procura, indicati nell’esposto presentato dall’ex deputato e relativi alle irregolarità lamentate.

La Giunta ha quindi istituito un Comitato ristretto per la verifica dei risultati della Circoscrizione estero-ripartizione America meridionale, con il compito di controllare, qualora necessario, i verbali delle relative sezioni elettorali, le schede contenenti voti validi, le schede bianche, nulle e contestate, a partire dalle 8 sezioni in cui risultano percentuali tra l’80% e il 90% dei voti di preferenza assegnati al candidato dell’Usei.

A confermare l’ipotesi dei brogli è infine arrivata la perizia sulle schede incriminate disposta dalla Procura di Roma. Il perito calligrafico ha infatti specificato che, esaminate 125 schede di una sezione e 100 di un’altra, non vi sono mani differenti per ogni scheda, bensì la presenza di gruppi di schede riconducibili a una stessa mano.