Brogli elettorali all’estero, si sveglia pure il Senato. La Giunta per le elezioni si decide a verificare il caso Argentina

di Clemente Pistilli
Politica

Meglio tardi che mai. Seppure a oltre metà legislatura, la Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari del Senato si è decisa a indagare sugli eventuali brogli avvenuti nella circoscrizione estero, nell’ambito della denuncia fatta dal dem Fabio Porta (nella foto) nei confronti dell’elezione del senatore Adriano Cario, del Gruppo Misto, eletto nella circoscrizione America meridionale nelle liste dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani. L’ex deputato Porta, il 16 aprile 2018, ha presentato un esposto contro l’elezione del senatore Cario, presidente dell’associazione Centro Calabrese di Buenos Aires, sostenendo che almeno 9.790 schede erano viziate e che erano corrispondenti alla differenza di voti attribuiti all’Usei rispetto a quelli assegnati al Pd.

Per l’ex parlamentare, in alcune sezioni si sarebbero raggiunte percentuali definite “patologiche” dei voti ottenuti dall’Unione Sudamericana Emigrati Italiani rispetto a quelle ottenute nelle altre sezioni dell’Argentina e in particolare a Buenos Aires, dove Cario ha ottenuto 21.972 voti di preferenza sul totale di 24.742 ottenuti in tutta la ripartizione. Inoltre, secondo Porta, durante lo scrutinio sarebbe emerso che, nelle sezioni da lui segnalate, la maggior parte dei voti sarebbe stata manifestata attraverso la medesima calligrafia. Il 17 aprile dell’anno scorso la Giunta ha quindi chiesto alla Procura di Roma un aggiornamento sullo stato dei procedimenti penali pendenti presso la stessa Procura, indicati nell’esposto presentato dall’ex deputato e relativi alle irregolarità lamentate.

Il 13 giugno successivo dalla Procura è arrivata la risposta, relativa però a un procedimento su supposti brogli verificatisi nelle elezioni politiche del 2013 nella ripartizione Europa e a un procedimento riguardante irregolarità negli atti elettorali preparatori nella ripartizione America settentrionale. Il 7 gennaio scorso alla Giunta è poi arrivata una memoria integrativa di Porta, che ha rinnovato la richiesta di accesso e di estrazione di copia dei verbali e la richiesta di visionare le schede di 29 sezioni afferenti al consolato di Buenos Aires.

Il 12 giugno il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso presentato dall’ex parlamentare dem contro la nota della Corte d’appello di Roma del 19 dicembre 2019, con cui la Corte, per la seconda volta, ha dichiarato di non detenere le schede e si è dichiarata incompetente sulle stesse. E il 30 giugno 2020 Porta ha presentato alla Giunta un ricorso in riassunzione, con cui ha ribadito il diritto ad accedere alle schede e ai verbali elettorali e ha riassunto le motivazioni dell’esposto originario, reiterando la richiesta di accesso agli atti e richiedendo alla Giunta di ordinare alla Corte d’appello di Roma e al Comune di Roma di consentire tale accesso.

LA SVOLTA. L’ex deputato dem ha segnalato 32 sezioni, per un totale di 22.633 schede elettorali, e la Giunta, arrivati a oltre metà legislatura, ha ora stabilito che è necessario un controllo. Istituito dunque un Comitato ristretto per la verifica di risultati della Circoscrizione estero-ripartizione America meridionale, con il compito di controllare, qualora necessario, i verbali delle relative sezioni elettorali, le schede contenenti voti validi, le schede bianche, nulle e contestate, a partire dalle 8 sezioni in cui risultano percentuali tra l’80% e il 90% dei voti di preferenza assegnati al candidato dell’Usei. E magari prima di tornare a votare si saprà se il seggio di Cario doveva essere occupato da Porta.