Brunetta: la favola spread per barare in politica. Dietro il differenziale c’è la speculazione, non chi sta col Premier o col Cavaliere

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di Carola Olmi

”Tremate, tremate: le streghe son tornate! Da un bel po’ di mesi non sentivamo piu’ parlare di spread. E sembrava finalmente assodato che questo dipendesse non tanto dai fondamentali economici delle singole economie nazionali, bensì dall’Europa e dall’azione della Banca Centrale Europea, quando non bloccata dai veti intransigenti della Bundesbank tedesca. Invece no, siamo tornati masochisti”. Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, ma anche noto economista, prende posizione sulle “verità” pubblicate da molti giornali, complice la poca dimistichezza di gran parte dell’opinione pubblica con i temi economici.
“Abbiamo deciso – ha detto Brunetta – che vogliamo ricominciare a farci del male e cavalcare l’onda dello spread per delegittimare qualsiasi decisione prenda il Popolo della libertà, unito attorno al suo presidente Silvio Berlusconi. Così come nell’estate-autunno 2011 un’opposizione irresponsabile e opportunista aveva cavalcato l’onda dello spread per fare fuori un governo democraticamente eletto. Ne deriva che se ieri le Borse sono sprofondate, Milano maglia nera, e lo spread Btp-Bund è salito non è per la debolezza delle istituzioni europee, che rispondono sempre troppo tardi e troppo poco alle ondate speculative. Non è per l’incertezza derivante dalle decisioni di politica monetaria della Federal Reserve americana, che si ripercuotono sui mercati internazionali. Non è per gli effetti sistemici del rallentamento delle economie dei paesi emergenti: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. La colpa – dice sarcastico – è tutta interna al nostro Paese e ha un nome: quello del leader del centrodestra. Ma sappiamo che non è così: falso che più falso non si può! Sarebbe ora di smetterla con l’imbroglio dello spread.
Smetterla di essere un’Italia ancora una volta dilaniata da una guerra civile fredda. Smetterla di continuare a essere un’Italia avvelenata dall’antiberlusconismo della sinistra. Smetterla di essere un’Italia accecata da un continuo cupio dissolvi. Non attribuiamoci, da soli, colpe che non abbiamo. Ne va della credibilità del nostro Paese, e di tutti noi”. Ciò nonostante il tema della responsabilità di non far cadere il governo per non far impennare lo spread o far cadere i mercati resta l’argomento più utilizzato dai sostenitori del governo Letta. Un argomento che però ha dalla sua pochi “argomenti”.

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