Buona scuola, cattivi appalti: anche Cantone boccia le proroghe ai servizi di pulizia. Costosi e anti-concorrenziali

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Una bocciatura per la Buona Scuola di Renzi. Che arriva da un docente di prestigio come Raffaele Cantone. In una materia delicata quale la proroga sugli appalti per le pulizie nelle scuole, che valgono milioni di euro. La legge del Governo infatti ha violato i principi del “libero confronto concorrenziale”, scrive l’Autorità nazionale anti-corruzione in una delibera del 13 aprile, con cui rivolge una segnalazione a Palazzo Chigi e al Parlamento. Perché “il contesto normativo ha contribuito alla restrizione delle condizioni del mercato di riferimento e al consolidarsi delle posizioni degli incumbent”, prosegue il documento dell’Anac. Senza tacere dei “possibili effetti distorsivi degli interventi normativi in esame sull’economicità delle commesse pubbliche e, conseguentemente, sotto il profilo del contributo richiesto alle stazioni appaltanti per il conseguimento di una efficace spending review”, incalza l’Authority. Insomma, una coppia di criticità: la concorrenza fatta a pezzi e un prezzo non tanto conveniente per le casse statali. La vicenda era stata già portata all’attenzione della Camera. Ma Governo e maggioranza non hanno battuto ciglio. “Oggi l’Anticorruzione ha certificato che quanto dicevamo in Aula era fondato. Da allora sono passati 9 mesi e gli italiani hanno continuato a pagare centinaia di milioni di euro per appalti prolungati illegalmente”, spiega Massimo Artini, deputato di Alternativa Libera.

Vecchia storia
Il problema, infatti, non nasce oggi. Ma inizia nel 2012 quando la Consip ha bandito delle gare. Alcune delle quali vinte da Consorzio Nazionale Servizi e Manutencoop Facility Management. Ma le offerte sono finite nel mirino dell’Antitrust, che al termine dell’istruttoria, a gennaio 2016, ha ravvisato irregolarità con “la rispettiva strategia per perseguire obiettivi condivisi e alterare così gli esiti della gara”. Tanto che c’è stato –secondo l’Authority per la concorrenza – “l’affidamento di subappalti dal Cns a Roma Multiservizi (partecipata in misura rilevante da Manutencoop), a valere sul lotto del Lazio, in cambio dell’impegno di quest’ultima a non partecipare alla gara”. Insomma, una procedura di spartizione, che però il Governo ha ignorato. Perché mentre le verifiche dell’Antitrust erano in corso ha prorogato gli appalti nel decreto Buona Scuola. “L’ultima proroga è stata approvata dal Parlamento a luglio 2015 e in sede di dichiarazione di voto denunciammo la cosa in un’aula della Camera strapiena di parlamentari. Ma nessuno fece nulla”, ricorda Artini.

Conto pagato
Ora che l’Anac ha ravvisato “la necessità di un intervento urgente affinché la gestione dei servizi sia ricondotta nell’alveo delle ordinarie procedure di affidamento previste dal Codice dei contratti pubblici”, la vicenda sarà risolta con un bando. Ma il conto previsto è stato saldato. “Ad agosto 2016 queste proroghe scadranno e l’avranno fatta franca tutti quelli che si sono arricchiti grazie a norme illegittime che per di più hanno impedito alle aziende oneste di partecipare alle gare per la pulizia delle scuole”, chiosa Artini.

Twitter: @SteI