Buoni pasto, perché i ristoranti e supermercati sono in protesta: “Non li accetteremo più”

Buoni pasto rischiano di non essere più accettati in molti ristoranti e supermercati. Sono scattate oltre alle proteste anche le polemiche.

Buoni pasto e ticket restaurant rischiano di non essere più accettati da molti ristoranti e supermercati che si sentono danneggiati e presi in giro dai ricavi che ne ricevono.

Buoni pasto, perché i ristoranti e supermercati sono in protesta: “Non li accetteremo più”

Buoni pasto, perché i ristoranti e supermercati sono in protesta

I buoni pasto o i ticket restaurant sono diventati improponibili secondo ristoranti e supermercati. Sei associazioni dei settori interessati hanno fatto emergere la questione e la problematica. I rappresentanti che stanno portando avanti questa protesta sono:  Alessandro Beretta segretario generale Ancd Conad, Marco Pedroni presidente Coop Italia e Ancc Coop, Giancarlo Banchieri presidente Fiepet Confesercenti, Alberto Frausin presidente Federdistribuzione, Donatella Prampolini presidente Fida e Lino Enrico Stoppani presidente Fipe-Confcommercio.

Il problema è nato a causa della tassa del 20% che incide tantissimo sui ricavi dei ristoratori e supermercati. Addirittura qualcuna ha definita questa tassa “occulta”.

La denuncia: “Non li accetteremo più”

Si tratta di “una situazione insostenibile” spiegano i rappresentanti, “non si può chiedere a un’azienda di lavorare in perdita con uno sconto del 20%”. Dunque, c’è la minaccia che i buoni pasto possano non essere più accettati.

Di fronte alla denuncia dei ristoratori e aziende di supermercati sono arrivate anche le proteste dell’associazioni di consumatori. A partire dal Codacons che nel caso i ticket venissero rifiutati presenterà “una valanga di denunce in tutta Italia e avvierà una formale class action a tutela dei lavoratori danneggiati, volta a far ottenere loro il risarcimento dei danni patrimoniali subiti”. Anche Assoutenti si prepara con “una campagna di boicottaggio contro le catene commerciali invitando gli italiani a non fare la spesa presso i punti vendita delle società coinvolte”. E per Unione Nazionale Consumatori “è chiaro che se un esercizio rifiuterà i buoni pasto sarà nostra cura segnalarlo per la revoca della convenzione per il grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali”.

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