Caccia al ministero. Nel Nuovo centrodestra scalpita Dorina Bianchi. L’amica della Boschi verso gli Affari regionali

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Di Nuovo non c’è quasi più nulla. Di centrodestra ancora meno, visto che la maggior parte degli esponenti del partito guidato da Angelino Alfano, fondato con Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Renato Schifani e Beatrice Lorenzin, sono già con un piede dentro al Pd. Per metterci anche l’altro, come Dorina Bianchi per esempio, diventata l’amica del cuore di Maria Elena Boschi, aspettano solo il momento giusto. Come una nomina a ministro  o un posto nel giglio magico del premier. Insomma, è solo questione  di tempo, visto che il posto del ciellino Maurizio Lupi è andato in dote a Graziano Delrio, che lascia la presidenza del Consiglio per andare ad occupare la  poltrona di ministro delle Infrastrutture. Sia chiaro, per il sottosegretario non si tratta affatto di un premio ma del classico Promoveatur ut amoveatur, visto che si ritroverà fra le mani solo rogne. Per il premier, invece, il suo allontanamento è l’occasione a lungo agognata per poter piazzare accanto a se un uomo, o una donna, di sua fiducia. Tipo Maria Elena Boschi per intenderci.  A quel punto il capolavoro è fatto. Renzi potrà davvero dire di avere un governo a sua immagine somiglianza, con un contorno di partitini teleguidati a comando. Come il Nuovo centrodestra appunto . Che prima ha subito, se non addirittura  “aiutato”, il defenestramento a mezzo stampa, non essendoci un avviso di garanzia,  di Lupi dal ministero e ora si appresta ad avallare tutte le scelte di Renzi. Che, per dire, non  ha  voluto nell’esecutivo Gaetano Quaglieriello. L’ex ministro, però, è  indigesto anche alla titolare della Salute Lorenzin che aveva caldeggiato la nomina dell’amico Maurizio Sacconi, finendo con il litigare violentemente con coordinare nazionale dell’Ncd.  Alla fine fuori tutti e due e avanti con il terzo incomodo, grazie alla sponsorizzazione della Boschi. E sì perché Dorina la trottolina – quarantotto anni, medico, nata a Pisa ma eletta in Calabria,  nella sua carriera politica ha militato in quasi tutte le formazioni centriste, passando dal Ccd all’Udcc verso La Margherita, poi il Pd, l’Udc, il Pdl e adesso Ncd, di cui è vicecapogruppo alla Camera – è diventata l’amica del cuore della Boschi dopo averci duramente  litigato nel corso di una seduta della commissione Affari costituzionali della Camera. Sarebbe stata la Regina di Palazzo Chigi, come è già stata ribattezzata la Boschi dopo la velenosa vignetta di Giannelli sul Corriere della Sera, a caldeggiare la sua nomina a Renzi, assicurandole la totale fedeltà dell’alfaniana. Certo, è pisana e non fiorentina, però è diventata renziana  di ferro. E questo conta. Il resto del partito di Alfano, invece, dovrà accontentarsi di stare a guardare, limitandosi a raccogliere le briciole lasciate dagli altri.  L’unica a tirarsi fuori è Nunzia De Girolamo, pagando a caro prezzo la scelta di cantare fuori dal coro.  A chiedere la sua testa di capogruppo dell’Ncd, per dare la poltrona a Lupi in modo da placare la sua rabbia per il tradimento subito, sarebbe lo stesso Renzi, con l’avallo di Alfano. L’ex ministro ha dimostrato con tutti i mezzi a sua disposizione di non essere disposta a farsi mettere il guinzaglio. E poi è troppo berlusconiana in un mondo di renziani, dove anche Alfano rischia di perdere il posto se non asseconderà i piani di Renzi. La nomina a prefetto di Roma di Franco Gabrielli, per il momento, va in quella direzione. Ma come è accaduto con Lupi, fulminato dalle intercettazioni,  può sempre capitare una buccia di banana sulla quale cadere. E Alfano non ha dato prova di essere un grande equilibrista …