Caccia al piano pandemico. Blitz della Finanza al ministero. I militari pure al Pirellone su mandato della Procura. Si cerca di capire se l’atto era aggiornato o meno

RANIERI GUERRA
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Se qualcuno pensava che l’inchiesta di Bergamo sulla gestione della pandemia fosse chiusa in un cassetto, è destinato a ricredersi. Con un blitz a sorpresa della Guardia di Finanza, infatti, l’indagine partita dalla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzando Lombardo segna una forte accelerata anche se, è bene specificarlo, al momento non si registrano ulteriori indagati oltre a quelli già emersi nei mesi scorsi, tra cui l’ex dg della Sanità lombarda, Luigi Cajazzo, e l’allora suo vice, Marco Salmoiraghi. I militari, infatti, hanno bussato alla porta del Ministero della Salute, a quella dell’Istituto superiore di Sanità e anche agli uffici della Regione Lombardia, per effettuare acquisizioni di atti e documenti ritenuti di vitale importanza.

Nella stessa giornata le fiamme gialle si sono recate, sempre per reperire ulteriore materiale, anche nell’Ats di Bergamo. Al centro dell’operazione, come si legge nel decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Bergamo, c’è la necessità di “verificare se il piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale sia stato aggiornato, attivato e applicato in ogni suo aspetto, come pure il piano pandemico regionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale, secondo le indicazioni del ministero della salute’’.

Il dubbio, nemmeno tanto velato e che i magistrati intendono risolvere, è che il piano pandemico non sarebbe stato aggiornato o, peggio, potrebbe essere una riproposizione – tale e quale – del documento risalente a undici anni prima, ossia al 2006. Non solo. Gli accertamenti decisi dai magistrati di Bergamo, prosegue l’atto, mirano anche a chiarire ‘’quali provvedimenti sono stati adottati a seguito degli scenari formulati e illustrati nella riunione del Cts del 12.2.2020’’.

INCHIESTA SPINOSA. Stando a quanto trapela in queste frenetiche ore, con le acquisizioni e i sequestri, soprattutto di materiale informatico, al Ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità, in Regione Lombardia e nelle Ats, la Procura sembra intenzionata a capire se ci siano state lacune tali da configurare l’ipotesi di omissione in atti d’ufficio in relazione al piano pandemico e alla sua applicazione in ambito territoriale. Si tratta di una nuova ipotesi di lavoro, tutta da verificare, che se dovesse concretizzarsi potrebbe decretare il trasferimento del fascicolo alla Procura di Roma, per competenza territoriale, almeno per quanto riguarda il presunto mancato aggiornamento del piano nazionale del 2006.

Come fanno sapere dalla Procura, a far partire questo ennesimo filone investigativo sono risultate decisive le dichiarazioni rese a Report e poi ad altre testate di Francesco Zambon, il funzionario dell’Oms che ha denunciato il numero due dell’Organizzazione, Ranieri Guerra (nella foto), accusandolo di aver cercato di costringerlo a posticipare la data del piano al 2017 per farlo sembrare aggiornato. Proprio per quei fatti sia Zambon che Guerra, entrambi non indagati, nei mesi scorsi sono stati sentiti dai pm in qualità di persone informate sui fatti.

AUDIZIONI IMPORTANTI. Che l’indagine sia tutt’altro che conclusa, lo si capisce dal fitto calendario di audizioni stilato dalla Procura bergamasca. A ben vedere, infatti, le acquisizioni di oggi sembrano collegate alla convocazione per il 20 gennaio di 4 alti dirigenti del Ministero che non risultano indagati. Si tratta dell’attuale direttore generale, Giuseppe Ruocco, del suo predecessore, Claudio D’Amario, e di altri due dirigenti coinvolti nella preparazione del piano, Francesco Maraglino e Anna Caragha. Nei giorni successivi, invece, i magistrati dovrebbero sentire anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, che era già stato sentito a giugno nella prima spedizione romana del pool di magistrati quando furono interrogati come persone informate sui fatti anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Nel frattempo, parallelamente a quella giudiziaria, procede anche l’inchiesta giornalistica della trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci. Il giornalista, con un lungo post su Facebook, dopo aver dato notizia del blitz della Guardia di Finanza al Pirellone e al Ministero della Salute, ha fatto sapere che nella prossima puntata, prevista per il 25 gennaio, proprio nell’ambito di questo spin off sul piano pandemico, verranno presentati “documenti inediti” che sono arrivati alla trasmissione e che potrebbero contribuire a fare luce su questa vicenda e, in particolare, “sulle contraddizioni dell’Oms” che sarebbero emerse.