Cade la diga intorno a Letta. VeDrò perquisito per il Mose

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di Fabrizio di Ernesto

È davvero un momento difficile per il premier Letta. Pressato sulla vicenda Shalabayeva, messo all’angolo da Renzi ed i suoi e con il Pd ad un passo dall’implosione interna, ora a creare nuovi imbarazzi ci ha pensato la Guardia di finanza.
Nella giornata di ieri gli uomini delle Fiamme gialle hanno infatti effettuato delle perquisizioni ed acquisito i documenti relativi ad alcune sponsorizzazioni fatte dal Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico dei lavori dello stato in Laguna, in questi anni a VeDrò, il pensatoio politico creato proprio da Letta; da segnalare che il tesoriere di questo think tank risulta essere Riccardo Capecchi uno dei più stretti collaboratori del Presidente del Consiglio e, dallo scorso anno ,direttore generale di Poste energia.
Da quanto si è appreso i militari sarebbero entrati in azione nell’ambito di una maxi inchiesta che la Procura lagunare sta conducendo sugli appalti per la realizzazione del progetto Mose, ovvero quel sistema di dighe mobili che dovrebbe difendere la città dal pericolo dell’acqua alta.
Turbativa d’asta è il reato contestato dal gip ai vertici del Consorzio, in merito a un appalto indetto dall’Autorità portuale di Venezia, per lo scavo di canali di navigazione dell’importo complessivo di oltre 12 milioni di euro. Quattordici le ordinanze di custodia cautelare disposte: sette arresti e sette obblighi di dimora. Ai domiciliari, sono finiti fra gli altri l’ex presidente Cvn Giovanni Mazzacurati, dimessosi lo scorso 28 giugno, il suo più stretto collaboratore Federico Sutto, già segretario del ministro Gianni De Michelis, e il consigliere di Cvn, Pio Savioli.

Il blitz
L’operazione si è svolta in diverse regioni e città. A Perugia gli uomini della polizia tributaria, su decreto di perquisizione del pm Paola Tonini, si sono recati nell’abitazione di Capecchi, che al momento non risulta indagato, mentre a Roma hanno perquisito la sede dell’associazione politico culturale. Qui hanno acquisito la documentazione relativa alle sponsorizzazioni ricevute negli anni dalla fondazione per l’organizzazione del meeting estivo nella cittadina trentina di Dro; iniziati nel 2005 e sospesi quest’anno per i tanti impegni del premier. Oltre agli uffici legati a questa associazione nell’ambito dell’operazione sono state effettuate circa 100 perquisizioni, tutte verso società che in passato hanno avuto rapporti di natura economica con il Consorzio.
Perquisito anche un finanziere sospettato di essere una talpa, in particolare si tratterebbe di un ufficiale della Guardia di Finanza legato al Reparto aeronavale; il pm starebbe valutando la presenza nell’organizzazione di persone che avrebbero passato informazioni agli indagati, sugli sviluppi delle inchieste. Un aspetto già emerso dall’inchiesta del pm Stefano Ancilotto che aveva portato in carcere Piergiorgio Baita, un altro nome noto dell’imprenditoria veneta legata alle grandi opere.

I sospetti degli inquirenti
Indiscrezioni tutte da dimostrare riferiscono che ammonterebbero a diverse decine di migliaia di euro i finanziamenti che il Consorzio avrebbe dato come sponsorizzazione al think tank; proprio su questo ora si sta concentrando il lavoro della Gdf che dovrà passare al setaccio conti e fatture per verificare la presenza di eventuali irregolarità. Per dovere di cronaca va comunque detto che Cvn era solo uno degli sponsor del meeting della fondazione e nemmeno tra i più importanti.
Partendo dal presupposto che tutti sono innocenti fino a prova contraria ciò che stupisce è la tempestività di queste perquisizioni che alzano un nuovo polverone mediatico sul presidente del Consiglio. Contro di lui, la sua associazione o il tesoriere di questa non è ancora stata mossa la minima accusa, semmai si indaga su chi sponsorizzava i suoi eventi, però è indubbio che queste situazioni vadano a creare ulteriori problemi ed imbarazzi al premier che appare sempre più al centro di un tiro incrociato tra tante forze contrapposte tra loro che sembrano muoversi all’unisono per provocare la sua caduta e di conseguenza quella del governo stesso.