La parabola di Caianiello, dal potere al Reddito di cittadinanza. Il ras di Forza Italia a Varese imputato a Milano riceve il sostegno antipovertà

Gioacchino Caianiello
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È finito a fare richiesta – accordatagli – del Reddito di cittadinanza anche l’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Gioacchino Caianiello (nella foto). Uomo che gestiva le nomine negli enti di mezza Lombardia e che era considerato il vero ras forte del partito di Silvio Berlusconi in Regione.

È di appena qualche giorno fa la notizia che lui e il deputato azzurro Diego Sozzani sono tra coloro che hanno preannunciato la richiesta di patteggiamento nel maxi procedimento con 102 imputati e in fase di udienza preliminare scaturito dalla riunione dei quattro filoni dell’inchiesta ‘mensa dei poveri’ su un presunto “sistema” di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia.

Nella stessa inchiesta è coinvolta anche un altro esponente azzurro di spicco, l’ex europarlamentare Lara Comi (leggi l’articolo). Sono in tutto una una quindicina le richieste di patteggiamento preannunciate nei giorni scorsi al gup di Milano Natalia Imarisio nella maxi udienza preliminare riguardante il caso “Mensa dei poveri”.

Dopo il via libera dell’Inps, che ha accolto la sua domanda presentata in un patronato di Varese, Caianiello, secondo quanto racconta laPrealpina.it, ha già incassato il reddito di cittadinanza relativo al mese di marzo, circa 500 euro, e a giorni riceverà l’accredito di aprile come tutti i beneficiari del sussidio.

Di ieri invece la notizia che i Carabinieri del comando provinciale di Catania e del Nucleo ispettorato del lavoro hanno denunciato 76 persone per indebita percezione del reddito di cittadinanza da aprile del 2019. Venticinque sono persone già condannate per mafia, le altre 51, comprese 46 donne, hanno ottenuto il beneficio omettendo di comunicare che nel proprio nucleo familiare c’era anche un congiunto condannato definitivamente per associazione mafiosa.

L’importo complessivo finora riscosso indebitamente è di oltre 600mila euro. La Procura ha interessato l’Inps per l’immediata revoca del reddito di cittadinanza, con efficacia retroattiva, per tutti i 76 denunciati, e l’avvio delle necessarie procedure di restituzione dei soldi.