Pure Forza Italia umilia Salvini. In Calabria fatto fuori Spirlì. Il fedelissimo del segretario escluso dalla nuova Giunta. Dove dilagano Fratelli d’Italia e berluscones

Domenico Spirlì
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I flop si pagano, anche e soprattutto fra “alleati”: in Calabria a farne le spese a caro prezzo è stato colui sul quale il leader della Lega Matteo Salvini aveva puntato e che aveva governato la Regione in qualità di reggente dopo la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli: Nino Spirlì (nella foto), già vicepresidente con delega a cultura, commercio, sicurezza e legalità e soprattutto indicato in campagna elettorale “in ticket” con Roberto Occhiuto che, appunto, avrebbe dovuto affiancare alla vicepresidenza come nella precedente Giunta in caso di affermazione alle urne. E invece è rimasto fuori: neppure un assessorato, uno strapuntino, nulla, niet.

È stato Spirlì dunque il capro espiatorio della débâcle del Carroccio in terra calabrese, che in poco più di un anno ha perso oltre trentamila voti passando dal 12,2% all’8,3%: a barrare il simbolo della Lega nell’ultima tornata sono stati soltanto 63 mila calabresi, rispetto ai 95 mila delle precedenti elezioni regionali che si svolsero nel gennaio 2020. In ogni caso Salvini si può consolare con un assessore – la consigliera regionale uscente non rieletta, Tilde Minasi, con delega alle politiche sociali – e con il presidente del Consiglio regionale che sarà eletto lunedì prossimo durante la prima riunione dell’assemblea: si tratta, come anticipato dallo stesso Salvini ieri mattina, di Filippo Mancuso.

Fratelli d’Italia, che pur il 3 e 4 ottobre scorsi non ha brillato (scendendo dal 10,8% di gennaio 2020 all’8,7%, con un’emorragia di 18 mila voti) ha ottenuto due assessori: l’uscente Fausto Orsomarso, con delega a Turismo, Marketing territoriale e Mobilità e Filippo Pietropaolo, consigliere regionale uscente non eletto, con delega all’Organizzazione e alle Risorse umane.

CENTRISTI AZZERATI. La parte del leone la fa ovviamente il partito del presidente Occhiuto, Forza Italia, (che nelle urne ha superato il 25% dei consensi): tre gli assessori nominati, Gianluca Gallo (l’uomo che ha ottenuto più preferenze), con delega all’Agricoltura, Giusy Princi e Rosario Varì. Il settimo assessore ancora da nominare sarà “Un tecnico che darà un contributo fondamentale”, spiega il governatore; mentre a bocca asciutta, nonostante l’ottima affermazione (complessivamente hanno superato il 13% a livello regionale), le tre liste centriste: Coraggio Italia, Noi con l’Italia e Udc non avranno nessun rappresentante in giunta.

“Dico loro – ha provato a metterci una pezza Occhiuto – che saranno in ogni caso protagonisti del governo regionale, anche se non hanno un loro assessore. Li rassicuro in ordine al fatto che, se offriranno i loro profili migliori per la guida delle posizioni apicali del Consiglio regionale, questi saranno i primi profili ad essere considerati dalla maggioranza. Ad eccezione della presidenza del Consiglio perché su quello c’è un accordo che prevede che sia la Lega a indicare il presidente”.

Gongola infatti Salvini: “Grande soddisfazione per la qualità e la rapidità con cui è stata scelta la giunta calabrese. Buon lavoro al presidente Occhiuto, un grande ringraziamento a Spirlì il cui lavoro è stato fondamentale e che collaborerà direttamente con me a livello nazionale: sarà una delle colonne per la crescita del partito in Calabria”. Dal canto suo, il diretto interessato incassa la bocciatura e minimizza: “Quella di fare da vicepresidente, in tandem con Occhiuto – spiega Spirlì all’AdnKronos – era solo una delle possibilità in campo, poi, come avviene in politica, le necessità del momento cambiano e noi, in prima battuta, siamo a primi a dover cambiare con il cambiamento delle cose”.

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