Calabria, spari contro tre migranti nel vibonese: un morto e due feriti. Salvini: “La violenza non è la risposta ai problemi”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un migrante morto e altri due extracomunitari feriti da colpi di fucile. È questo il bilancio della sparatoria avvenuta sabato sera in una zona a cavallo fra le province di Vibo Valentia e Reggio Calabria. Nella notte è deceduto in ospedale Sacko Soumaila, un 30enne originario del Mali. La sparatoria è avvenuta nei pressi del bivio per la frazione Calimera del comune di San Calogero, nel vibonese. Ancora da chiarire la dinamica dei fatti ma le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, tendono ad escludere che i tre migranti stessero compiendo un furto in quanto non esiste nessun proprietario che possa rivendicare l’asportazione del materiale (lamiere) abbandonato.

Non solo. Sacko era infatti un attivista dell’Unione sindacale di base (Usb), che domani, lunedì 4 giugno, ha indetto una giornata di sciopero dei braccianti agricoli. I tre migranti vivevano nell’area della tendopoli di San Ferdinando in cui soggiornano i braccianti impegnati nei campi nella piana di Gioia Tauro e per questo è stata decisa l’ulteriore intensificazione dei controlli nella zona. Tutti con regolare permesso di soggiorno, Sacko e gli altri due stavano raccogliendo delle lamiere nell’area dell’ex fornace “La Tranquilla” di San Calogero (Vv), quando un uomo è sceso da una Fiat Panda premendo quattro volte il grilletto del fucile.

Il cittadino del Mali è stato trasportato nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale di Reggio Calabria dove è deceduto.

“Non è mai la violenza la risposta per risolvere alcun tipo di problema. Voglio lavorare per cambiare le leggi perché troppo spesso puniscono persone perbene e premiano i delinquenti”, ha risposto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, arrivando a Catania, a chi gli chiedeva un commento sull’accaduto.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA