Cambi di casacca pure a Camere sciolte

Lo scioglimento delle Camera non ferma i cambi di casacca. Ieri altri 11 traslochi a Montecitorio. Siamo a quota 470 nell’intera legislatura.

Se non è un record o roba da guinness dei primati, poco ci manca. Quel che è certo è che parliamo di cambi di casacca last minute per undici deputati. Nell’ultimo giorno di legislatura e quindi a poche ore dalla chiusura definitiva dei lavori di Montecitorio, una nutrita pattuglia di parlamentari ha deciso di cambiare partito: una mossa strategica per riposizionarsi alla vigilia delle elezioni.

CAMERA DEI DEPUTATI PRE-COP 26

Lo scioglimento delle Camera non ferma i cambi di casacca. Ieri altri 11 traslochi a Montecitorio. Siamo a quota 470 nell’intera legislatura

Chi infatti non è riuscito ad ottenere la ricandidatura, spera di dare segnali alle forza politiche per il futuro. Tre dei deputati sono passati a Fratelli d’Italia, gli altri hanno tutti aderito al gruppo Misto. Ecco che allora i cambi complessivi della XVIII legislatura, secondo i dati OpenPolis che da sempre monitora tra le altre cose anche questi continui onorevoli passaggi, sono stati 470, più del totale dei Deputati che comporranno la nuova Camera di qui a un mese. Siamo però lontani dal record del 2013-2018 che si attesta a 569.

Ma andiamo a vedere a questo punto quali sono stati i passaggi last minute più significativi. Sicuramente sono stati quelli nel partito di Giorgia Meloni, data in vantaggio da tutti i sondaggi: ad aderire a Fdi sono stati Dario Bond (da Forza Italia), Gianfranco Di Sarno (ex M5s che a giugno era passato con Luigi Di Maio nel gruppo Insieme per il futuro) e Felice Maurizio D’Ettore (da Vinciamo l’Italia-Italia al centro con Toti).

“Benvenuti”, ha detto il capogruppo Fdi alla Camera Francesco Lollobrigida. “Fratelli d’Italia a Montecitorio conta adesso 40 deputati”. Per il momento, a motivare la scelta è stato solo Bond: l’esponente storico azzurro e vicecoordinatore regionale azzurro in Veneto, intervistato dall’Adnkronos, assicura che “non ce l’ha con nessuno” del suo ormai ex partito ma si dice amareggiato: “Sono solo triste, perché il presidente Berlusconi merita sicuramente molto di più. Io penso che molte decisioni non siano frutto del suo pensiero”.

Il deputato Bond ha detto di aver lasciato Fi “perché è un partito ormai gestito in remoto e non ha più nessun legame con il territorio”. Ma non ci sono stati solo i passaggi in Fdi. Giorgio Trizzino, eletto nei 5 stelle poi passato a Azione +Europa Radicali italiani, è tornato nel gruppo Misto. Mentre Antonio Lombardo, ex 5 stelle, passato a Insieme per l’Italia ha dichiarato di aderire al gruppo Misto.

Stessa destinazione anche per Antonio Pentangelo, eletto con il simbolo di Fi nel 2018 e Margherita Del Sesto, entrata alla Camera nel 2018 con il simbolo del M5s. Matteo Dall’Osso, eletto col M5s esce da Fi, gruppo al quale aveva aderito, e si iscrive per il rimanente scampolo di legislatura al gruppo Misto, nel quale entrano anche le deputate Vincenza Labriola e Veronica Giannone, uscite da Fi. Infine Francesco Zicchieri ha lasciato il gruppo di Italia Viva ed è entrato anche lui nel Misto.

Certo, cambi multipli per molti degli undici onorevoli menzionati. Ma siamo ben lontani dal record-man dei cambi di gruppo, Giovanni Marilotti, nome sconosciuto alla stragrande maggioranza degli italiani, che nel suo piccolo ha ottenuto un primato: eletto nel Movimento cinque stelle, è passato al Misto l’11 novembre 2020, il giorno dopo è entrato nel gruppo “Per le autonomie” ma tempo pochi mesi ed è passato negli Euopeisti-Centro Democratico di Bruno Tabacci. Finita qui? No.

Altri tre mesi e nuova emigrazione ancora nel Misto per poi passare dopo due settimane nel Partito democratico di Enrico Letta. Ma di casi ce ne sono stati diversi, dall’andirivieni di Renata Polverini alla fine Conte 2 (prima tra i “responsabili” e poi tornata in FI) fino a Gregorio De Falco, anche lui “salito a bordo” di vari gruppi: 5S, poi Misto, dunque Maie, infine ancora Misto.

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