Cambiamo, Azione, Iv: ressa con rissa al Centro. Toti apre a Renzi che temporeggia. E intanto Calenda scarica entrambi

Toti apre a Renzi che temporeggia. E intanto Calenda scarica entrambi
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Se non fosse tutto vero, ci sarebbe da ridere. A dispetto dei nomi – Cambiamo, Italia viva, Azione – che sembrano invitare a un movimento quasi rivoluzionario o quantomeno riformatore, al centro permane un grande caos tra forze politiche che provano ad allearsi ed altre che invece litigano tra loro. Non è un mistero, per dire, che Giovanni Toti e Matteo Renzi stanno lavorando per creare una sorta di intesa che possa aprire la strada a un grande centro che riesca, magari, ad attrarre anche Forza Italia.

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Che questo sia l’intento l’ha chiarito lo stesso governatore della Liguria ieri al Correre della Sera: “La nostra non sarà una fusione a freddo, ma andremo per aggregazioni progressive. Il pendolo della politica oscilla inequivocabilmente verso il centro ed è tempo di abbandonare le posizioni più estreme”.

Un progetto che lo vede fianco a fianco – come già nei giorni delle elezioni presidenziali – con Renzi, il primo a dichiarare apertamente la volontà di dar vita ad un ampio centro. Un progetto a cui sembrerebbe guardare con interesse anche l’intramontabile Clemente Mastella, come ha dato modo di vedere nei giorni scorsi.

C’È CHI DICE NO. Chi invece pare fuggire da questa ampia coalizione è Carlo Calenda, il quale ha usato parole non proprio lusinghiere nei confronti di Renzi che “è stato uno dei migliori presidenti del consiglio che questo Paese ha avuto. Tuttavia non è accettabile che un leader politico che guadagna 12-14 mila euro al mese faccia attività all’estero”, riferendosi evidentemente ai rapporti dell’ex presidente del Consiglio con i sauditi.

Ma Calenda non si è fermato qui, arrivando a una definitiva stroncatura di ogni eventuale progetto politico che metta tutti assieme: “Una cosa sono le alleanze ma altro è snaturarti perché ti metti insieme a persone con cui non hai niente a che fare. Con Renzi e Mastella non ci andrò mai perché non corrisponde al nostro progetto politico”.

Insomma, nel rispetto dei ruoli, una cosa è Azione, un’altra è Cambiato, un’altra ancora è Italia viva. Vedremo se le posizioni resteranno così distanti con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, dunque politiche. Al momento quel che è certo è che il centro resta un incredibile caos in cui a giorni alterni ci si avvicina, si colloquia, infine ci si allontana perché il progetto è diverso – pare – l’uno dall’altro.