Camera ad alta tensione. Ormai è una polveriera. L’ennesimo scontro tra grillini e Boldrini infiamma la discussione del nuovo testo sull’omofobia

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Un nuovo scontro, l’ennesimo, tra il presidente della Camera Laura Boldrini e il Movimento 5 stelle. A scatenare l’ennesima acerrima disputa il rinvio della discussione del nuovo testo sull’omofobia. I deputati pentastellati hanno accusato la Boldrini di non essere imparziale, come la sua figura istituzionale imporrebbe. “La presidente Boldrini, mi piange il cuore a dirlo, appare sempre più inadeguata, incompetente, nervosa, di parte e arrogante”, questo il duro sfogo via Facebook di Alessandro Di Battista.

Si difende la Boldrini che attacca i 5 stelle e ringrazia gli altri gruppi parlamentari per la solidarietà dimostratagli. Rapporti quindi che restano tesissimi, dopo le dispute che in questi mesi stanno riempendo le cronache della Camera più che di provvedimenti di continue risse verbali tra i grillini e la presidente di Montecitorio. E nel tardo pomeriggio a manifestare piena solidarietà alla presidente della Camera è arrivato anche l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Quelli dei grillini alla Boldrini sono attacchi inammissibili”.

Ed ecco alcuni passaggi che questa mattina hanno infiammato il dibattito. “Se lei non si sente in grado di rappresentare quest’aula in modo imparziale, è meglio che si dimetta così entrerà qualcuno più imparziale di lei”. Lo ha detto, rivolgendosi alla presidente della Camera, Laura Boldrini, il deputato del Movimento 5 Stelle Cristian Iannuzzi, dopo la decisione di rinviare al pomeriggio l’esame del testo sull’omofobia. “Mi perdoni – ha esordito Iannuzzi – ma se lei dà la parola a un deputato a favore e un deputato contro e poi interviene per esprimere una sua opinione e un suo punto di vista, lei sta influenzando l’aula. Allora, visto che il suo ruolo dovrebbe essere super partes qui dentro, visto che è stata votata trasversalmente da tutti i gruppi perché rappresenta tutta l’aula, la pregherei, la pregheremmo di astenersi da almeno in questi casi dall’esprimere la sua opinione, dal commentare la posizione di un deputato a favore o contro un provvedimento. Altrimenti” è meglio “che si dimetta”. Dopo l’intervento di Iannuzzi, dai banchi degli altri gruppi parlamentari si sono levati cori di protesta verso le parole del deputato del M5S. “Buffone!”, hanno gridato alcuni deputati rivolgendosi al collega pentastellato. La presidente Boldrini non ha replicato alle parole di Iannuzzi.

“Quello che ha fatto il collega Iannuzzi – ha replicato poco dopo un altro deputato del M5S, Francesco D’Uva – non è stato chiedere le dimissioni” della presidente Laura Boldrini, “ha solo detto che noi del M5S non sentiamo l’atteggiamento super partes della presidenza”. “Le chiediamo perciò di stare sopra le parti”, ha concluso. Opinione condivisa anche dal grillino Davide Crippa. “Credo che le parole di Iannuzzi diano state fraintese in maniera strumentale”, ha detto intervenendo in Aula. “La nostra – ha aggiunto – non è stata una richiesta di dimissioni, ma una presa d’atto del fatto che nel momento in cui la presidenza non è in grado di essere super partes” allora dovrebbe pensare alle dimissioni.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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