Camorra e droga, 28 arresti nella Capitale. C’è anche il boss Michele Senese. Le intercettazioni: “E’ il capo indiscusso della malavita romana”

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I Carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 28 persone (24 in carcere e 4 ai domiciliari) ritenute appartenenti a un’organizzazione dedita principalmente al traffico di sostanze stupefacenti che operava tra Lazio, Veneto e Campania. Gli indagati devono rispondere anche dei reati di estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali gravissime, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, reati, per la maggior parte, aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento, emesso dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, trae origine dall’indagine condotta dai Carabinieri che ha consentito di ricostruire le attività nella Capitale di un cartello della droga capeggiato dal boss Michele Senese, ritenuto a capo dell’omonimo clan camorristico, sotto la cui egida operavano distinti gruppi. Le indagini hanno consentito di individuare gli assetti verticistici, i sodali e i pusher. In seno a uno di questi gruppi operava anche Fabrizio Piscitelli, l’ultrà della Lazio, detto “Diabolik” (leggi l’articolo), ucciso in un agguato a Roma il 7 agosto scorso.

Tra gli arrestati figura anche il nome dello stesso Senese. Il boss di origini campane, detto Michele O’ Pazzo, secondo quanto emerge dalle intercettazioni, era il “capo indiscusso della malavita romana”, “il capo di Roma”, “il boss della Camorra romana”, ma soprattutto, colui che comandava e tirava le fila di quello che gli investigatori hanno definito il “cartello Senese”.

“Grazie a Carabinieri Roma per blitz anti-camorra in Lazio, Veneto e Campania. Arrestate 28 persone, coinvolto anche boss Michele Senese. Tra reati contestati traffico droga, estorsione, tentato omicidio. Roma dice no alla criminalità, il clima è cambiato” ha commentato in un tweet la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

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di Gaetano Pedullà

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