Campidoglio versione Casaleggio. I 5 Stelle senza pace: il veneto Colomban rifiuta il ruolo di vicesindaco e la Raggi non si sente commissariata

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Il Movimento 5 Stelle, quindi Davide Casaleggio e Beppe Grillo, aveva deciso: voleva inviare Marco Colomban come “commissario” del Campidoglio. L’imprenditore veneto, da sempre vicino alla Casaleggio Associati, è già assessore alle Partecipate: un incarico che, secondo i piani iniziali della sindaca di Roma Virginia Raggi, sarebbe terminato dopo pochi mesi. Poi è successo il caos pentastellato e Colomban era stato promosso. Ma lui ha declinato: “Troppi impegni”.

Dopo una domenica terribile, anche la Raggi è tornata a parlare: “Non sono commissariata e mi sento ancora dentro M5S”. Una risposta all’offensiva condotta dai vertici dei parlamentari “Il Movimento 5 Stelle ha sempre chiesto di allontanare Raffaele Marra dal gabinetto della sindaca. Lo Incontrai una volta, quando era ancora vice capo di gabinetto, dietro richiesta della stessa Raggi”, aveva sostenuto il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio.

“In una riunione precedente, in cui erano presenti membri del cosiddetto direttorio e tutti quelli del cosiddetto minidirettorio, chiedemmo alla sindaca di allontanare Raffaele Marra dal suo gabinetto, e, in quella occasione lei mi chiese, in qualità di responsabile degli enti locali, di incontrare Marra per sentire almeno le sue ragioni”, ha ricordato uno dei leader grillini. Che ha concluso: “Questo incontro è servito a rendere chiaro, anche se non ce n’era bisogno, come tutto il Movimento ha sempre chiesto l’allontanamento di Marra e che non ci sia mai stata sponda da parte di alcuno. Marra se ne doveva andare e, con cortesia, glielo dissi in faccia”. Una posizione praticamente uguale a quella di Alessandro Di Battista. E quindi un’ulteriore conferma: i 5 Stelle vanno avanti, facendo finta di niente. Almeno fino al prossimo intoppo con la Raggi.

E intanto Virginia Raggi, davanti ai giornalisti ha ostentato tranquillità: “Non sono commissariata e mi sento ancora dentro il M5s”. Oltre ad avere una squadra dimezzata e il fiato del Movimento sul collo, sul tavolo c’è anche il timore che possa ricevere un avviso di garanzia e quindi dover essere costretta a breve a considerare l’ipotesi dell’autosospensione. “Se mi arriverà valuterò”, ha detto ai cronisti.

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di Gaetano Pedullà

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