Candida auris, morto l’uomo contagiato dal fungo killer a Venezia: Usl in massima allerta

Candida Auris, l'uomo contagiato dal fungo killer a Venezia è morto in ospedale. Sale il livello di allerta dell’Usl.

Candida Auris: è morto l’uomo contagiato dal fungo killer che era stato ricoverato all’ospedale dell’Angelo di Mestre, in provincia di Venezia. Cresce il livello d’allerta dell’Usl.

Candida auris, morto l’uomo contagiato dal fungo killer a Venezia: Usl in massima allerta

Candida Auris, morto l’uomo contagiato dal fungo killer a Venezia

Era arrivato in ospedale in condizioni “gravissime” l’uomo che aveva contratto il “fungo killer” Candida Auris a inizio luglio. Nonostante la delicatezza del quadro clinico del paziente e la consapevolezza che il patogeno non sia sensibile agli antibiotici tradizionali, i medici hanno fatto ogni tentativo possibile per curare l’infezione. Il soggetto, identificato come un over 70 e ricoverato presso l’ospedale dell’Angelo di Mestre, è infine deceduto. Per quanto riguarda le cause della morte, l’uomo si è spento a seguito delle complicanze annesse a un mix di patologie alle quali si è aggiunto anche il Candida Auris. Il patogeno risulta essere resistente al 90 per cento degli antifungini ed è altamente contagioso.

Al momento, il paziente deceduto all’ospedale dell’Angelo di Mestre risulta essere il primo caso di infezione in Veneto e anche il primo decesso.

Usl in massima allerta

Morto l’uomo contagiato dal fungo killer Candida Auris. La vittima era stata ricoverata in ospedale all’inizio del mese di luglio dopo essere rientrato in Italia dal Kenya a seguito di un viaggio di lavoro. Durante il soggiorno nel Paese africano, pare che l’uomo abbia sofferto di calcoli renali e, per beneficiare delle cure necessarie, si sarebbe rivolto a una clinica privata. Le condizioni del 70enne, tuttavia, hanno continuato a peggiorare e, per questo motivo, la famiglia ha chiesto ed è riuscita a ottenere il trasferimento presso il nosocomio di Mestre.

In seguito al ricovero in Italia, i medici hanno deciso di eseguire tutti i test necessari non tralasciando alcun tipo di esame soprattutto in considerazione del Paese di provenienza. Si ipotizza, infatti, che il paziente abbia contratto il fungo all’interno della struttura sanitaria del Kenya presso la quale si presume siano presenti ulteriori casi.

Per quanto riguarda la trasmissione del patogeno, la diffusione di Candida Auris appare in crescita in Italia. Nel mese di novembre 2021, il ministero della Salute ha diffuso una circolare per sensibilizzare le strutture sanitarie sulla malattia.

Nella circolare, in particolare, viene riferito quanto segue: “In Italia dal 2019, sono stati descritti e notificati sia casi importati che autoctoni di colonizzazione o infezione, per un totale di circa trecento casi. Ogni episodio va comunicato – come fatto dall’Usl 3 Serenissima – tempestivamente al Sistema informativo delle malattie infettive e diffusive. Si raccomanda di seguire quanto più attentamente possibile le indicazioni per la riduzione del rischio, il riconoscimento, l’informazione ai soggetti coinvolti e la gestione dei casi di Candida Auris”.

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