Canguro sulle Unioni civili. Non c’è intesa nell’area dem. La Cirinnà in Aula: è scontro sulle adozioni

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di Sergio Castelli

Le pressioni andranno avanti a oltranza. Fino a che i lavori parlamentari lo permetteranno. Perché sulle unioni civili non è stata trovata alcuna sintesi. La riunione di ieri, che si sperava potesse essere decisiva, non ha portato all’intesa tra l’area cattolica del Partito democratico e quella più propriamente laica. Il punto fondamentale del contendere resta la stepchild adoption, l’adozione di uno dei figli di un componente della coppia. All’incontro, durato oltre tre ore e mezzo, ha partecipato anche il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, che ha constato le difficoltà e le distanze che restano pressoché intatte all’interno dell’area dem. L’ultima mediazione è prevista per questa mattina prima dell’approdo in Aula.

AVANTI AL RALLENTY – “È stata una riunione molto interessante e lunga, abbiamo approfondito questioni molto delicate”, ha spiegato il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Luigi Zanda, “Ma non è ancora stato definito un punto di sintesi. Dobbiamo procedere con grande prudenza, lavoriamo per trovare una posizione unitaria nel Pd e per mantenere un rapporto solido con l’Aula e con gli altri gruppi perchè è importante che ci sia la maggioranza più ampia possibile sul ddl. Credo che domani (oggi, ndr) andremo in Aula con ampie possibilità di superare gli ostacoli. Il lavoro che stiamo facendo ha come obiettivo la sintesi”.
Nella seduta odierna l’Aula del Senato si esprimerà sull’emendamento del renziano Marcucci, già definito il supercanguro. L’obiettivo è quello di abbattere molti degli emendamenti presentati. Dall’esito di questa votazione si capirà quello che sarà l’andamento dei lavori in Aula. L’emendamento canguro contiene tutti i punti principali della legge. Il senatore leghista, Roberto Calderoli, non ci sta e solleva dubbi sull’ammissibilità da parte della presidenza dell’emendamento canguro.

LE IPOTESI IN CAMPO – Il tanto discusso emendamento Marcucci potrebbe essere votato per intero o separatamente. La risposta resta ancora ignota, come confermato da Zanda: “Sono scelte dell’Aula, non del singolo gruppo o del singolo senatore”. Resta in piedi la possibilità di votare l’emendamento per parti separate. Questa è una delle ipotesi più accreditate alla necessità di raggiungere una sintesi all’interno del Pd. Il sì al canguro significherebbe anche la caduta degli emendamenti sull’articolo 5 con la stepchild adoption. Che, invece, verrebbe spacchettata qualora si decidesse di procedere con due voti distinti l’uno dall’altro.

LA MINACCIA – Non c’è margine di trattativa, almeno a parole, sulle adozioni tra Pd e Ncd. Gli alfaniani puntano a far cadere l’adozione, minacciando addirittura di uscire dalla maggioranza. Le famiglie arcobaleno, invece, hanno scritto all’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per non far stralciare le adozioni.