Cani avvelenati senza pietà. Sempre più bocconcini killer agli animali: +27% nel 2015. La provincia di Brescia la più a rischio. Servono pene esemplari

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Gli specialisti, forse meglio chiamarli barbari, dei bocconi avvelenati stanno aumentando sempre di più. Quanto nei parchi pubblici tanto in luoghi privati. L’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente) ha parlato di 17.800 segnalazioni di cani avvelenati lo scorso anno, con un incremento di quasi quattromila segnalazioni rispetto al 2014 (+27%), quando furono circa 14.000 le segnalazioni. E i primi mesi del 2016 non fanno sperare in niente di buono visto che l’Aidaa registra un sensibile incremento del fenomeno delle morti degli animali di affezione per avvelenamento. E il triste fenomeno non riguarda solo i cani ma anche i gatti.

I dati peggiori arrivano dalla provincia di Brescia. Ma in tutta Italia i timori crescono per i padroni dei 60milioni di animali domestici. Le leggi per punire i killer degli animali esistono, sin dal lontano 1934, ma riuscire a identificare i responsabili diventa sempre più complicato. A testimonianza del dilagare della pratica “bocconi avvelenati” l’approdo in Parlamento del caso attraverso un’interrogazione parlamentare che sottopone la questione al ministero della Salute. Tra le norme previste, viene ricordato nell’interrogazione, “vi è l’obbligo di autopsia da parte degli istituti zooprofilattici, se un medico veterinario riscontra anche solo il sospetto che un animale sia stato vittima di un avvelenamento”.

Il sito change.org sta raccogliendo le firme per una petizione per modificare l’articolo 544-bis del Codice Penale con un comma che preveda, nel caso di avvelenamento doloso di animali, che il reato venga considerato Animalicidio preterintenzionale con aggravante della premeditazione e che abbia una pena detentiva non inferiore ai 10 anni ed una sanzione pecuniaria non meno di 50.000 euro. Viene chiesto inoltre di bloccare la vendita di sostanze che possano essere utilizzate per uccidere gli animali. Questioni che ora vengono sottoposte al Governo affinché venga utilizzato un indirizzo maggiormente punitivo in materia.

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