Prima ci trattano, poi lo puniscono

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di Alessandro Righi

Un Daspo di cinque anni per provare a chiudere ogni polemica e dare un segnale forte. Questa la misura adottata dalla Questura di Roma ai danni di Gennaro De Tommaso, in arte “Genny a cargogna”; questa volta, però, non siamo davanti a un semplice caso di esagitato da stadio, da più campane si chiede un intervento definitivo per provare a dare davvero una svolta al problema ultras in Italia. Detto questo, però, qualche dubbio resta rispetto alla gestione dell’intera vicenda. E una domanda: era davvero necessario andare a parlare con il capo ultrà del Napoli prima di dare il via alla finale di Coppa Italia? Qualcosa in più ne potremo sapere, forse già oggi, quando gli 007 del pallone, inviati a bordo campo dalla procura della Federcalcio, consegneranno al giudice sportivo i frammenti del dialogo tra il capitano del Napoli, Marek Hamsik, e il capo ultrà. Fatto sta che, nella giornata di ieri, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha comunicato il divieto, comminato a De Tommaso, di accedere per cinque anni agli stadi e a tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale dove si disputano incontri di calcio di qualsiasi livello. Per Genny ‘a carogna anche la denuncia per istigazione a delinquere, partecipazione a fatti violenti e superamento di barriere. Daspo anche per Massimiliano Mantice ripreso dalle telecamere mentre era seduto sulla cancellata che separa gli spalti dal campo di gioco. Per lui divieto d’accesso per tre anni.

Magliette proibite
Linea dura quella portata avanti dal ministro dell’Interno che ha anche annunciato altri Daspo per chi d’ora in avanti indosserà magliette offensive. Riferimento diretto alla maglietta indossata da De Tommaso nella partita di sabato sera all’Olimpico, con una scritta che inneggiava: “Speziale libero”. Per l’appunto il killer, come accertato da sentenze di giustizia, dell’ispettore di Polizia, Filippo Raciti. Una maglietta offensiva alla memoria e alle forze dell’ordine. Sull’argomento è intervenuta anche la moglie di Raciti, Marisa Grasso: “Una vergogna, una risposta dovrebbe darla il presidente del Consiglio. Chiudere gli stadi senza far giocare. Uno Stato prende misure forti, non è essenziale una partita di calcio se ne può fare anche a meno”.
Il potere ultrà
L’auspicio è che il Daspo a De Tommaso non resti un provvedimento nel deserto. Un buon punto di inizio anche stando a sentire i vari sindacati di Polizia. “Per noi servitori dello Stato è un messaggio importante, ma la risposta ferma dovrà essere accompagnata da ulteriori provvedimenti concreti”, sottolinea Felice Romano, segretario generale del Siulp, “lo scempio che si sta verificando nelle tifoserie si può debellare solo se le società calcistiche recidono ogni rapporto coi violenti”. Provvedimento immediato per Genny ‘a carogna che quindi non ha potuto assistere alla partita di ieri sera del Napoli in casa. Un clima tesissimo quello respirato al San Paolo, seguito ad un pomeriggio caldissimo quando gli ultras avevano minacciato di entrare allo stadio tutti con magliette uguali a quella indossata da De Tommaso nella serata di sabato. Poi la decisione rientrata. Con “solo” tre maglie sequestrate e i rispettivi padroni che dovrebbero pagare col Daspo.