Caos totale in Campidoglio. L’assessore Mazzillo lascia la delega al Patrimonio. “Ho scoperto dalla chat che la Raggi cerca sostituto”

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Difficile tenere il conto di quante teste sono volate in un anno tra assessori, alti funzionari, amministratori delegati e dirigenti delle aziende partecipate dal Comune di Roma. L’ex direttore generale dell’Atac Bruno Rota non ha fatto in tempo a portare via gli scatoloni con gli effetti personali che la ghigliottina è già tornata in azione. Con il paradosso che a tirare giù la lama sono ormai direttamente gli stessi condannati. Esattamente quello che ha fatto oggi Andrea Mazzillo, ai tempi della facile opposizione stimatissimo riferimento grillino, poi mandato a tappare il buco dell’assessorato al Bilancio da dove scappava un assessore dietro l’altro e da ieri dimissionario ex titolare dell’importantissima delega al Patrimonio della Capitale. Al povero Mazzilo non l’hanno neppure detto di persona che stava per essere cacciato. L’ha scoperto su una chat. E esattamente come Rota, prima di essere buttato dalla rupe, si è bevuto la cicuta. Non una porzione intera, però, ma solo mezza. Sfiduciato via internet dalla giunta, mantiene – non si capisce con che coraggio – la poltrona del Bilancio.

Tutti contro tutti – Ci si potesse trasformare in una mosca per vedere le prossime riunioni dell’amministrazione comunale, ci sarebbe davvero da ridere nel vedere con che armonia potranno lavorare fianco a fianco vittima e carnefice. Anzi, carnefici, visto che a far saltare Mazzillo non è un suo singolo nemico ma la guerra ormai da tempo evidentissima tra le correnti del Movimento romano. Così all’assessore non è rimasta altra scelta che accendere il computer e suicidarsi in diretta con un bel post. “Preso atto attraverso una chat – ha scritto – dell’intenzione della sindaca di nominare altri due assessori, uno con delega ai lavori pubblici e l’altro con delega al Patrimonio e politiche abitative, senza avermi neanche informato, ho ritenuto di rimettere formalmente a disposizione della sindaca le deleghe attinenti al Patrimonio già da stamattina”. Un gesto, però, nobile solo a metà. Subito dopo Mazzillo, ha sfidato infatti i più arditi sceneggiatori della cinematografia dell’orrore, inventandosi l’inedita figura dell’assessore zombie. Le dimissioni – ha spiegato – gli consentiranno di concentrarsi “con ancor maggior impegno, per garantire la solidità dei conti di Roma Capitale in modo così da consentire alla sindaca di attuare il programma di rilancio della Capitale”. Fantascienza.

Maduro prende appunti – In realtà Mazzillo, messo all’angolo per aver espresso alcune critiche sulla faida interna ai grillini, è rimasto letteralmente schiacciato dal gioco delle fazioni. Tanto da aver già rimesso nei giorni scorsi la delega alla Casa, altra importante responsabilità su una delle grandi emergenze di Roma, Un addio anche in quel caso pesante, perché quando va via un assessore inevitabilmente molto del lavoro svolto da tutta la macchina comunale viene buttato via, sempre che l’assessore subentrante non getti via il cento per cento delle decisioni precedenti, com’è nel suo diritto. Un immenso lavoro – buono o cattivo che sia – sprecato, di cui alla sindaca Virginia Raggi non sembra sia importato molto quando lunedì sera ha affrontato il caso Mazzillo in una pesante riunione della maggioranza, dicendo che adesso si cambia registro e informando i consiglieri comunali del Movimento di essere intervenuta personalmente per mettere fine alle polemiche, promettendo che d’ora in poi non si tollereranno deviazioni rispetto alle linea tracciata. Maduro dal Venezuela può prendere appunti.

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di Gaetano Pedullà

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