Caos trasporto pubblico. Continua il boicottaggio dei macchinisti di Roma. Lo sciopero bianco non si ferma. Sulle linee ritardi anche di mezz’ora

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La scena è sempre la stessa: ritardi infiniti, le proteste dei pendolari, i macchinisti che continuano a boicottare il servizio. Insomma, non riesce proprio a tornare alla normalità il servizio sulle linee della metropolitana di Roma, nonostante l’accordo fra sindacati confederali e azienda sulle modalità per andare avanti nel percorso di riorganizzazione aziendale e dopo il caos dei giorni scorsi per lo “sciopero bianco” dei macchinisti.

LA SITUAZIONE
Gli stessi che stanno tenendo in ostaggio una città, applicando alla lettera il loro contratto di lavoro. Nulla da eccepire se in questi contratti dopo anni di pressioni sindacali sono riusciti a metterci di tutto, privilegi e garanzie, consentendo così a pochi autoferrotranvieri di tenere in pugno le loro aziende e i cittadini che ne utilizzano i servizi. Un boomerang per gli stessi confederali ormai marginalizzati da un manipolo di battitori liberi, che insoddisfatti di quanto hanno già grattato in termini di stipendi e sconti alle ore di lavoro, chiedono ancora di più.

LE DIFFICOLTÀ
Un’ingordigia che sfocia, appunto, nello sciopero andato in scena pure nel giorno del lutto cittadino per la morte del piccolo Marco. Con il servizio della metropolitana boicottato, il trasporto pubblico romano è andato nuovamente in tilt. Ieri, infatti, ci sono stati ritardi colossali (anche di mezz’ora) sia sulla linea B che sulla A. Ritardi anche sulla ferrovia urbana Termini-Giardinetti. E sulla Roma-Lido. Chi non conosce la Capitale non può immaginare di che si tratta: questa è infatti una linea che collega Roma a una vera e propria città, con moltissime migliaia di pendolari che non hanno alternativa al trenino se non viaggiare in auto percorrendo però un calvario di traffico e ostacoli. Al trenino Roma-Lido perciò non si può rinunciare.

IL SUPPLIZIO
E questo i macchinisti lo sanno, così come sanno che su molte vetture della metropolitana di Roma c’è l’aria condizionata guasta. Far aspettare a lungo il convoglio per poi far viaggiare le persone stipate all’inverosimile in queste condizioni non è rivendicazione sindacale, ma tortura. Un supplizio che molti pendolari hanno cercato ieri di aggirare, rinunciando a prendere la metropolitana, ripiegando sugli autobus e sull’utilizzo delle proprie autovetture. Una decisione che ha fatto aumentare a dismisura il traffico nella Capitale.

IL DISAGIO
Insomma, ancora una volta a pagare le spese dello sciopero bianco e dei disservizi aziendale, sono dunque i passeggeri. Un disagio espresso tramite i social network Twitter e Facebook, con numerose foto dei convogli pieni come “carri bestiame” e scatti fotografici ai contatori degli orari presenti in stazione. Non mancano le provocazioni al primo cittadino della Capitale, Ignazio Marino. Qualcuno lo ha invitato a lasciare a casa la bici e a prendere la metropolitana per toccare con mano i ritardi sulle metro A e B.