Capitalisti indecisi su tutto. Del Vecchio rivuole Ghizzoni. L’azionista di Unicredit aveva scaricato l’Ad. Ora però ci ripensa, condizionando il mercato

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Per un signore che è venuto su dal niente, e in una vita di lavoro ha costruito un impero economico, non si può avere che rispetto e considerazione. Quindi il patron del gruppo Luxottica, Leonardo Del Vecchio, è al di sopra di facili contestazioni. Ma in un assetto della grande finanza italiana a dir poco confuso e traballante, anche Del Vecchio sta contribuendo a generare incertezza, confondendo il mercato. E seppure è arcinoto che Del Vecchio è un signore capace di cambiare facilmente idea, come fa di solito con i suoi manager, il gioco che sta facendo su Unicredit è incomprensibile, a meno che il gol non sia proprio quello di condizionare gli investitori con dichiarazioni che autorità di vigilanza più rigorose non potrebbero non sanzionare. Cosa pensi infatti Del Vecchio sul management di Unicredit non è secondario, visto che il re degli occhiali è uno dei maggiori azionisti della banca stessa. E se fino a ieri questa idea sembrava chiara, avendo letteralmente scaricato il mese scorso l’amministratore delegato Alessandro Ghizzoni, ora si scopre che invece Del Vecchio vuole confermare Ghizzoni. “Io non sono per troppi cambiamenti – ha detto il fondatore di Luxottica – perché non si sa cosa farebbe chi arriverebbe al suo posto. Resterebbe sempre una domanda: quella che ci facciamo adesso, ce la faremmo anche domani”. Per chi si aspetta risposte chiare da signori che muovono miliardi di euro, e determinano gli uomini che devono fare le grandi scelte per l’economia del Paese (come fa certamente il capo azienda di una delle due maggiori banche italiane), Del Vecchio è quanto meno incomprensibile. E forse volutamente incomprensibile, influenzando una instabilità sul titolo che già di suo non manca.

CHI CI VEDE CHIARO? – Così, per rendere ancora più difficile capire come evolverà la plancia di comando della banca, sempre Del Vecchio ha detto ieri che Ghizzoni non conta niente rispetto al recente recupero del 15% di valore del titolo Unicredit. “Ghizzoni – ha detto testualmente – non conta niente. Conta che le banche, per fortuna, hanno fatto questo accordo che praticamente risolve i problemi degli istituti che possono fallire e far perdere soldi alla povera gente e ai risparmiatori. Già questo fatto è importante”. Ma in un quadro talmente instabile anche sapere cosa vogliono fare gli azionisti del loro amministratore delegato conta qualcosa. E questo non servono gli occhiali per vederlo.