Carceri sempre più lager, due suicidi in sei giorni

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di Luca Franchi

Nelle carceri va sempre peggio. Il 2013 si è chiuso con le multe inflitte dall’Europa all’’Italia, per le pessime condizioni in cui sono tenuti i detenuti, e trascorsi appena sei giorni del nuovo anno già si registrano dietro le sbarre due suicidi.

Inferno romano
La notte scorsa un italiano di 53 anni si è tolto la vita, impiccandosi, nel carcere di Rebibbia, a Roma. Il Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, ha affermato che l’episodio è avvenuto attorno alle 23 di domenica. Il 53enne era in carcere da luglio, per aver ucciso a Roma la madre. Dopo l’arresto, era stato recluso a Regina Coeli e poi trasferito all’osservazione psichiatrica di Rebibbia Nuovo Complesso. Nei prossimi giorni sarebbe stato trasferito nel reparto per minorati psichici di Rebibbia Penale. “Il primo decesso del 2014 nelle carceri del Lazio – ha detto Marroni – riporta drammaticamente in primo piano il problema dei reclusi con gravi problemi psicologici. Il carcere è un luogo duro, in grado di piegare anche i caratteri più forti, figurarsi l’impatto che può avere con quanti hanno già delle sofferenze psichiche. Il problema è che, spesso, il sovraffollamento non consente di capire se queste persone abbiano una sofferenza tanto grave da indurle a privarsi della vita. Per questo occorre passare immediatamente dalle parole ai fatti, per tornare ad un sistema detentivo che, nel pieno spirito del dettato costituzionale, rimetta al centro la persona e la tutela dei suoi diritti”.

Morte al Nord
Il primo suicidio dell’anno è invece avvenuto nel carcere di Ivrea, il 3 gennaio. Un detenuto di 42 anni si è impiccato alle sbarre del bagno della sua cella, usando come cappio un sacco dell’immondizia intrecciato. “Le condizioni del carcere di Ivrea – hano sostenuto in quel caso i sindacati – peggiorano ogni giorno di più, fino a renderlo una vera e propria polveriera in grado di esplodere da un momento all’altro”. Una polemica a cui è stata aggiunta subito quella sulla carenza di organico della polizia penitenziaria, chiedendo un intervento della guardasigilli.

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