Caro-carburanti, arriva la proroga dello sconto sulle accise: coperto dal governo con i soldi della decarbonizzazione

Arriva la proroga dello sconto sulle accise coperto con i soldi della decarbonizzazione. Sindacati, consumatori e opposizioni lo stroncano

Caro-carburanti, arriva la proroga dello sconto sulle accise: coperto dal governo con i soldi della decarbonizzazione

Dopo il blitz di Giorgia Meloni che ha assegnato la delega al turismo a Gianmarco Mazzi al posto di Daniela Santanchè (dimissionaria dopo un lungo pressing), è arrivata la proroga fino al Primo maggio dello sconto sulle accise dei carburanti. Una doppia mossa con cui la premier pensava forse di mettere una toppa dopo gli ultimi scossoni di terremoto, ultimo il caso Piantedosi, che hanno sconvolto il suo governo. Peccato che quella proroga sia stata bocciata dai consumatori e dalle opposizioni e che sull’esecutivo sia piovuta una gragnola, ancora una volta, di cattive notizie sul fronte dei conti pubblici.

Arriva la proroga del taglio delle accise coperto con i soldi della decarbonizzazione

Un Consiglio dei ministri lampo, poco più di 10 minuti, a ridosso di Pasqua per evitare la scadenza dello sconto il 7 aprile, ha varato un nuovo decreto da altri 500 milioni di euro che conferma il taglio di 24,4 centesimi delle accise sui carburanti per altri 23 giorni. L’onere complessivo della misura “tampone”, come l’ha definita il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine del Cdm, sale quindi a 1 miliardo con 200 milioni che arrivano dal maggiore gettito Iva sui carburanti e 300 milioni dagli incassi della vendita delle quote ETS che si aggiungono ai 500 milioni di tagli lineari ai ministeri che avevano finanziato il primo decreto carburanti all’esame del Senato per la conversione in legge.

Per il governo una misura tampone

“È una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia e sull’economia” ha scritto sui social la presidente del Consiglio. Un decreto, ha commentato Giorgetti nella conferenza stampa al termine del Cdm, che “tampona questa situazione fino al primo di maggio. Poi gli eventi internazionali di carattere geopolitico, che non dipendono chiaramente da noi, ci suggeriranno eventuali altri tipi di interventi rispetto ad una situazione che è oggettivamente molto complicata sotto ogni aspetto”.

La stroncatura della Cgil e dei consumatori

La proroga “è poco più di un pannicello caldo, di fronte a una crisi energetica che si sta trasformando rapidamente in una crisi economica e sociale perfino peggiore di quella causata dalla guerra in Ucraina. Altri 500 milioni di euro a spese del contribuente, e degli investimenti in energie rinnovabili, che servono più a garantire gli extra-profitti delle compagnie energetiche che a difendere il potere d’acquisto dei cittadini”, ha scritto la Cgil nazionale, ricordando come lo sconto precedente deciso dal governo sia stato mangiato dall’impennata dei beni energetici, destinati a crescere ulteriormente se la guerra in Iran proseguirà a lungo. La proroga del taglio alle accise non è sufficiente a riportare i listini dei carburanti a livelli accettabili, ha affermato il Codacons che chiedeva un potenziamento dello sconto fiscale dato che il precedente non ha funzionato.

E quella delle opposizioni

Il decreto sulle accise “è un inutile palliativo, una misura ridicola e già superata dai fatti. Un copione disastroso che ricalca esattamente quanto visto con il decreto bollette: interventi nati vecchi, del tutto insufficienti a frenare la crisi e che si traducono nell’ennesima beffa per i cittadini. La narrazione della coperta corta è una colossale bugia. Il governo sostiene che il taglio strutturale, sbandierato da Giorgia Meloni in campagna elettorale, sia impossibile perché costa un miliardo al mese? Bene, è l’esatta proporzione di quanto l’esecutivo continua a bruciare per le spese in riarmo”, dichiara la deputata M5S, Chiara Appendino.

E c’è chi accende un faro sulle coperture. “Il vero paradosso è la copertura usata dal ministro Giorgetti: 300 milioni per il taglio delle accise arrivano da fondi ETS sulla CO2 non ancora utilizzati. Risorse che dovrebbero andare alla transizione e alle rinnovabili e che invece vengono dirottate per sostenere i carburanti fossili, mentre si evita di toccare altri interessi. Queste sono le scelte politiche che fa la destra”, ha affermato il senatore di Avs, Tino Magni.