Cartabia, Cottarelli, Giovannini & C. Ecco chi spera in un posto al sole. Via al totoministri per il nuovo Esecutivo Draghi. In corsa anche Panetta al Mef e la Capua alla Salute

carceri Cartabia
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E Draghi sia. Nonostante lo stile dell’attuale inquilino del Quirinale sia sicuramente di stampo notarile più che interventista, soprattutto se paragonato ai suoi predecessori, stavolta non ha potuto che prendere atto che l’esplorazione affidata al presidente della camera Roberto Fico venerdì scorso, dopo le consultazioni, è fallita. E prendere in mano la situazione per dare vita ad un Governo di alto profilo, unica alternativa al voto, affidato a Mario Draghi, convocato oggi al Quirinale alle 12 e a cui conta di conferire al più presto un incarico di Governo“che faccia fronte con tempestività alle gravi emergenze non rinviabili”.

L’ex presidente della Banca centrale europea, tra le personalità italiane più apprezzate a livello internazionale, nonostante durante il suo mandato a Francoforte non siano mancati momenti di tensione con diversi leader europei. A cominciare dalla Germania: tutti i tentativi di Berlino di stoppare quantitative easing sono stati rispediti al mittente. Ad affiancare Draghi a Palazzo Chigi sarà una squadra di tecnici di alto profilo, ha assicurato Mattarella. Tra i papabili, Marta Cartabia (nella foto), che ha da poco concluso il suo mandato di presidente della Corte costituzionale. Per lei potrebbero aprirsi le porte del ministero della Giustizia.

Ma non è escluso che a Largo Arenula possa arrivare Raffaele Cantone, ex presidente dell’Anac, anche se le sue quotazioni non sono alte anche vista la sua recente nomina alla guida della Procura di Perugia. Tra i punti cruciali indicati da Mattarella c’è la crisi economica, oltre a quella sanitaria. Per il l’Economia circola, invece, il nome di Fabio Panetta, membro italiano dell’esecutivo Bce, che potrebbe raccogliere l’eredità di Roberto Gualtieri sul dossier Recovery plan: una partita da 209 miliardi di fondi europei fondamentale per l’Italia.

Aiuti portati a casa dal governo Conte e che ora i super tecnici guidatio da Draghi dovranno decidere come utilizzare e mettere a frutto. Per questo, l’operazione Next Generation Eu, necessiterà di un valido ufficiale di collegamento con Bruxelles. E per la figura di ministro dei rapporti con l’Ue, fino a ieri rivestita da Vincenzo Amendola, si fa largo il nome di Carlo Cottarelli, economista con solidi rapporti con le istituzioni Ue. Al Viminale potrebbe vedersi confermata Luciana Lamorgese, unico ministro tecnico del Governo Conte 2. Conosce del resto perfettamente la macchina del ministero dell’Interno e ha in mano i dossier più importanti da un anno e mezzo a questa parte. Inoltre, gode della fiducia e dell’apprezzamento del presidente Mattarella.

Un’altra casella in cui Draghi dovrà trovare una personalità di valore assoluto è quello della Sanità. Nel totoministri, che suggerisce di pescare tra le eccellenze italiane anche fuori dai confini del Paese. si sussurra il nome di Ilaria Capua, che ha già avuto un’esperienza parlamentare nella scorsa legislatura, e conosce quindi le dinamiche istituzionali, e gode di stima internazionale. Per lo Sviluppo economico, infine, la candidatura più accreditata emersa nelle ultime ore è quella di Enrico Giovannini, economista ed ex ministro del Lavoro nel governo guidato da Enrico Letta.

Ordinario di statistica economica presso l’Università di Roma Tor Vergata, a Giovannini toccherebbe seguire e aiutare le imprese in questa difficilissima fase economica messa in crisi dal Covid. Non è escluso che il dicastero possa essere accorpato nuovamente a quello delle Politiche sociali. Ma di questo ci si occuperà in seguito. Una volta che Draghi avrà incassato la fiducia.