Casamonica, dopo i funerali lo show continua in tv. Bufera su Vespa e sulla Rai: “Una vergogna”. Ma il tema giornalistico c’è tutto e gli ascolti di Porta a Porta lo dimostrano

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“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli”. Forse era proprio questo l’obiettivo di Bruno Vespa nell’invitare a Porta a Porta alcuni esponenti della famiglia Casamonica. La puntata ha fatto registrare 1 milione 340 mila spettatori e uno share del 14.54%. Per un uomo di televisione come Vespa le critiche ora contano poco. E, probabilmente, sono i numeri quelli che contano per l’azienda. Numeri che il conduttore è riuscito a portare a casa. Uno share medio persino superiore a quando ci fu ospite Matteo Renzi in trasmissione.

BUFERA SU PORTA A PORTA
Putiferio sulla trasmissione di Vespa. Ad alzare il tiro anche l’Usigrai: “Chiediamo ai nuovi vertici quale Rai Servizio Pubblico vogliano? Quali messaggi il Servizio Pubblico deve dare ai cittadini? Qui la questione non è censurare, ma scegliere quale Paese raccontare e come. Quando si darà lo stesso spazio alle colleghe e i colleghi minacciati dai Casamonica? Alle colleghe e ai colleghi minacciati, o addirittura sotto scorta, per il loro impegno contro le mafie? La Rai Servizio Pubblico che noi vogliamo è quella che i riflettori li accende sul malaffare, sulle persone impegnate ogni giorno contro le mafie, a favore della legalità”. Attacchi al conduttore sono arrivati da Pd, Sel e Cinque Stelle: “Una delle pagine più vergognose”, “un “oltraggio”, “è sconcertante”. Fabrizio Cicchitto, invece, lo ha difeso. Dai nuovi vertici Rai per ora sono arrivate due reazioni. Quella di Guelfo Guelfi, membro del Cda vicino al Pd, che ha affermato: “Approfondimenti. Si chiamano così. Ripassano sul caso e lo espongono. Era così con i plastici, con i corpi, con le violenze sui corpi. D’altra parte Porta a Porta é normalmente in seconda serata. Le fasce protette dormono e le fasce morbose fanno l’indice d’ascolto”. E quella di Arturo Diaconale, altro consigliere d’amministrazione ma di centrodestra, che difende invece Vespa perché la decisione di ospitare i Casamonica “rientra nell’autonomia decisionale giornalistica. Perché ci dovrebbe essere così tanto scandalo?”.

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