Casamonica, vogliono far pagare a Vespa pure le colpe del funerale del boss. L’anchorman ha fatto il cronista. Contro di lui perfino l’Antimafia

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Subito una premessa: il funerale del boss Vittorio Casamonica – del 20 agosto scorso – è stato il funerale di Roma. In quanto la città eterna è sprofondata nella vergogna più assoluta. Tutto il mondo ha riso dell’incapacità delle forze dell’ordine, del Campidoglio e della Curia. Nessuno sapeva nulla. È stata la motivazione. Un evento organizzato senza neanche un controllo. Per di più in pieno allarme terrorismo e alla vigilia del Giubileo che farà affluire milioni di persone nella Capitale. Con un elicottero che volava e gettava indisturbato petali dal cielo. Pensate se avesse gettato sassi o pezzi di ferro. Da allora più di una trasmissione televisiva non ha resistito alla tentazione di continuare a parlare del caso. E come è giusto che facciano i giornalisti è stata ascoltata anche l’altra
campana: i Casamonica.

LE ACCUSE
Di volta in volta i familiari del boss sono apparsi davanti alle telecamere. Spiegando i motivi del funerale show. Ma il putiferio è scoppiato martedì sera, dopo che anche Bruno Vespa ha dedicato la prima parte di Porta a Porta al caso, ospitando figlia e nipote dello scomparso. Quello che più sembra allucinante è che a puntare l’indice 
dell’accusa sia per primo il sindaco Ignazio Marino, spalleggiato dalla sua stessa giunta. Un primo cittadino che a forza di dire in ogni occasione di non essere a conoscenza di persone, o fatti, al centro di inchieste e polemiche, è stato ribattezzato dai romani Ignaro Marino. Da che pulpito arriva la predica. Dopo tutto quello che è accaduto non era meglio restare in silenzio senza alzare altro polverone? Macché. Marino ha parlato, accusando la Rai di aver di dato vita a un replay dei funerali del 20 agosto, con l’aggravante di essere stato studiato a tavolino, quindi ancora più grave secondo il sindaco. Addirittura adesso il Campidoglio pretende le scuse della Rai ai cittadini. Oltre a Marino e alla sua giunta si sono scatenati Pd e M5S. E come se ciò non bastasse, il caso finirà con le audizioni nelle
commissioni Vigilanza e Antimafia. Sul funerale – quello vero – invece tutto tace. Non si è dimesso nessuno. Né il sindaco, né il questore, né il comandante dei vigili. Eppure il prefetto Gabrielli ha parlato di episodio grave e di grossa falla nella macchina istituzionale. In altri Paesi sarebbero saltate teste a raffica.

LA DIFESA
Vespa ha fatto il dovere di cronista. Tanto più in una trasmissione che fa del servizio pubblico una bandiera. È andato bene pure negli ascolti: addirittura la puntata di Porta a Porta con i Casamonica ha fatto più share di quella con Renzi. E non è affatto vero – come sostengono gli accusatori – che Vespa abbia fatto la messa cantata in favore di una famiglia che vanta 117 arresti e beni sequestrati per milioni di euro. Ha fatto lui stesso da contraddittorio, incalzando gli ospiti come fa un pm, parlando dei reati di truffa e ricettazione, degli assegni a vuoto. E come ospiti ha invitato il direttore del Messaggero, Virman Cusenza, e una delle firme più note del Corriere della Sera, Fiorenza Sarzanini.