Caso Borsellino, la presunta telefonata tra il Governatore siciliano e il suo medico mette in Croce(tta) i giornalisti dell’Espresso. Indagati per pubblicazione di notizie false

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La presunta telefonata tra Crocetta e il suo medico fa finire nei guai i due giornalisti dell’Espresso Piero Messina e Maurizio Zoppi. La Procura di Palermo li ha iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di “pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico”. Messina risulta indagato anche per calunnia: avrebbe indicato una presunta fonte, la quale però ha smentito quanto affermato dal giornalista. Nell’articolo pubblicato l’Espresso sostiene di aver ascoltato un’intercettazione in cui Tutino, il medico personale del Governatore della Sicilia, afferma che l’ex assessore alla Sanità, Lucia Borsellino, “Va fatta fuori come suo padre”. Un’affermazione di cui però non si ha traccia di audio o prove documentate. Il direttore dell’Espresso, Luigi Vicinanza, ha assicurato che i suoi giornalisti hanno verificato accuratamente quanto scritto. Il presidente della regione Siciliana Crocetta ha chiesto al settimanale un risarcimento danni di 10 milioni di euro. I due giornalisti, nel pomeriggio di oggi in Procura, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.