Caso Chico Forti, la Cartabia scrive al Dipartimento di Giustizia americano. L’ex produttore condannato per omicidio nel 2000 è ancora detenuto negli Usa

Chico Forti
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La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha indirizzato al Dipartimento di Giustizia americano e per l’esattezza all’attorney general, Merrick B. Garland, una lettera sul caso del connazionale Enrico Chico Forti, l’ex produttore italiano condannato per omicidio nel 2000 negli Usa alla pena dell’ergastolo e attualmente recluso in un penitenziario della Florida.

La Cartabia – che già ai primi di marzo aveva scritto al Governatore della Florida – è tornata ad occuparsi del caso Forti, “chiedendo stavolta l’interessamento personale dell’attorney general, Merrill B. Garland, nell’auspicio che il connazionale Forti, dopo oltre 20 anni già trascorsi in carcere in America, possa essere trasferito quanto prima in Italia, per scontare la pena nel suo paese d’origine”.

“Ho una bellissima notizia da darvi: Chico Forti tornerà in Italia. L’ho appena comunicato alla famiglia e ho informato il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio” aveva detto il 23 dicembre scorso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio annunciando che il Governatore della Florida aveva accolto l’istanza di Chico di avvalersi dei benefici previsti dalla Convenzione di Strasburgo e di essere trasferito in Italia.

“Ho appena saputo della riconferma di Luigi Di Maio al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, una notizia per me d’importanza vitale. Indipendentemente dalle ideologie politiche ci terrei a far pervenire un vostro messaggio di supporto a colui che, innegabilmente, è riuscito dove tanti altri hanno fallito”. Aveva scritto, a febbraio, Chico Forti a proposito della riconferma di Di Maio alla Farnesina. “Io sono limitato – aveva detto ancora il produttore italiano che grazie all’interessamento proprio Di Maio tornerà in Italia presto (leggi l’articolo) -, la mia voce non viaggia lontano, ma voi da qualche tempo ormai, siete la mia voce e potete sopperire. Col vento in poppa, Chico”.