Caso Lonzi, un’altra morte piena di ombre

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dalla Redazione

Marcello Lonzi è uno dei 30 morti in carcere senza un’apparente ragione e senza una verità. E oggi è stato promosso un presidio davanti alla Camera dei deputati con lo slogan: “Verità e giustizia per Marcello Lonzi”. A promuovere il presidio il gruppo SeL in campidoglio al fianco di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi. Il ragazzo morì l’11 luglio del 2003 nel carcere livornese delle Sughere.

“Il caso era stato inizialmente archiviato, e Marcello dichiarato morto per cause naturali, un infarto. Dopo la riapertura delle indagini nel giugno di quest’anno a 11 anni dal caso, ora il rischio è quello di una nuova archiviazione”, spiega la nota diffusa da Sel. “Sono stanca. La paura più grande è che il caso venga nuovamente archiviato”, ha affermato la madre del ragazzo, “E’ la prima volta che vengo a Roma, all’epoca scrissi al presidente della Repubblica senza ottenere risposta. Mi sono decisa a venire qui per riportare alla luce il caso di mio figlio e chiedere giustizia”.

“Un caso incredibilmente archiviato”, afferma Gianluca Peciola, capogruppo SeL in campidoglio, “nonostante il corpo del ragazzo fosse stato rinvenuto in una pozza di sangue con 8 costole rotte, 2 buchi in testa e un polso fratturato. Il ragazzo si trovava nel carcere delle Sughere in seguito ad una condanna per tentato furto a nove mesi di reclusione. Le precedenti indagini terminarono inspiegabilmente con l’archiviazione in quanto la morte di Marcello Lonzi fu ricondotta a cause naturali. Dopo 11 anni, attualmente, le indagini sono state riaperte e sono in corso nuovi accertamenti. Siamo dunque qui in piazza Montecitorio per tenere alta l’attenzione sulla morte di Marcello Lonzi e chiedere verita’ e giustizia”.

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