Cassazione, cala l’arretrato civile e penale: centrati gli obiettivi del Pnrr

Cassazione, calano l'arretrato civile e penale. Centrati gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)

Cassazione, cala l’arretrato civile e penale: centrati gli obiettivi del Pnrr

Il settore penale, nella sua interezza, ha già conseguito, con largo anticipo, l’obiettivo di riduzione (- 25%) della durata del processo penale fissato per il 30 giugno 2026 dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr); nel settore civile, è praticamente conseguito l’obiettivo finale di riduzione dell’arretrato (- 90% al 30 giugno 2026) e, sulla base di credibili proiezioni, anche quello della durata (- 40%) è ampiamente alla portata e lascia ottimisti. E’ quanto emerge dalla relazione del Procuratore generale della Cassazione Pietro Gaeta.

Cassazione, calano l’arretrato civile e penale. Centrati gli obiettivi del Pnrr

“In generale, può affermarsi che la magistratura italiana ha colto pienamente le opportunità di modernizzazione e di innovazione dischiuse dall’attuazione del Pnrr: si sono recuperate fondamentali economie di scala ed eliminate sacche di inefficienza organizzativa; si è offerta piena ed efficace collaborazione alle strutture ministeriali per l’effettivo avvento del processo telematico. La magistratura tutta – giudicante e requirente – ha insomma, con convinzione, cooperato per elidere antiche criticità, affinché nessuna sede giudiziaria fosse ‘lasciata indietro’: quasi una ‘nuova solidarietà’ nell’organizzazione giudiziaria, grazie anche all’intelligente regia del Consiglio Superiore della Magistratura” ha aggiunto Gaeta.

Il numero dei ricorsi penali arretrati a fine 2025 ammonta a 13.628 fascicoli

Nel 2025 sono pervenuti in Corte circa 44mila ricorsi penali e ne sono stati definiti 40.815. L’arretrato che a fine anno riscontriamo è solo di 13.628 fascicoli, cioè quanto la Corte può definire in quattro mesi. Abbiamo quindi una Corte di Cassazione in grado di esaurire in media in 122 giorni le sopravvenienze penali. Quest’ultimo è un dato di poco superiore a quello dello scorso anno, ma che si giustifica sia con le carenze di organico sia per una rinnovata attenzione all’equilibrio dei carichi di udienza, per affrontare con la massima attenzione le cause più complesse, ha spiegato il primo presidente della Corte di Cassazione Pasquale D’Ascola.

Nel settore civile arretrato ridotto di un terzo in cinque anni

Nel settore civile l’arretrato è stato ridotto di un terzo in cinque anni: dai 120.473 di fine 2020, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2025 sono passati a meno di 80.000. “La Corte mantiene un tempo di definizione medio ancora elevato: ben lo sanno i cittadini che a volte attendono a lungo l’esito finale delle loro controversie; è da ricordare però che nel 2020 il tempo medio di definizione di un giudizio civile di Cassazione era di 1530 giorni; che nell’erogare i fondi europei la prescrizione del disposition time consegnataci in vista di giugno 2026 era di scendere a 977 giorni che nel 2025 siamo riusciti a scendere a 863 giorni, oltre cento in meno di quanto impostoci per mantenere il patto con l’Unione europea. I 75 mila ricorsi civili e penali definiti nel 2025 sono stati opera di circa 300 magistrati tra consiglieri e presidenti di sezione, divenuti 357 grazie agli innesti autunnali”, ha concluso D’Ascola.