Casta 2.0: dalla Camera ai ministeri, tutti vogliono rifarsi sito internet e database. Spendendo milioni di euro

di Antonio Acerbis
Cronaca

Una corsa irrefrenabile al web e al mondo internet. E così non è un caso che nell’ultimo periodo siano stati pubblicati, uno di seguito all’altro, una serie di bandi che hanno a che fare col mondo del 2.0.

Il primo a indire un bando ad hoc è stato Montecitorio, che ha avviato una “procedura ristretta per l’appalto di servizi di manutenzione del Sito Web della Camera dei deputati”. Chi vincerà dovrà occuparsi della “pubblicazione dei contenuti del Sito Web della Camera dei deputati, dei siti satelliti e delle bacheche”. Per un totale di 350mila euro. Non male. Soprattutto se si considera che solo a luglio era stato aggiudicato un altro appalto avente per oggetto la gestione “dei servizi informatici e di gestione operativa dei sistemi informatici della Camera dei Deputati”. E qui il piatto in ballo è certamente più appetitoso: oltre 21 milioni di euro.

Ma non finisce qui. Perché la corsa alla digitalizzazione coinvolge anche i ministeri. E così eccoci al dicastero dei Beni Culturali. Qui chi vorrà partecipare alla gara riguardante “l’affidamento dei servizi di conduzione sviluppo e integrazione del sistema informatico Mibact” potrà accaparrarsi un appalto dal valore di 1,9 milioni di euro per un solo anno. In pratica, conti alla mano, parliamo di oltre 150mila euro in palio ogni mese di lavoro. Il tutto per la “gestione ottimale dei servizi e delle attività volte a garantire la piena operatività dell’infrastruttura e del parco applicativo che costituiscono il Sin-Mibact”. Chi vincerà l’appalto, detta in altri termini, dovrà occuparsi del Sistema Informativo Nazionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.