Casta, condono e privilegi. Il trionfo della peggior politica. Parla Di Nicola (M5S): “Tradito il principio di equità. La sentenza su Formigoni è un grave passo indietro”

Quirinale Di Nicola
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“Se fosse un libro, il titolo sarebbe scontato: Condono & Vitalizio”. Dopo anni di battaglie contro i privilegi della casta e i regali agli evasori – che prima di diventare parlamentare denunciò da giornalista sulle pagine dell’Espresso e in due libri (Orgoglio & Vitalizio e Parassiti, quest’ultimo appena uscito in libreria) – il senatore M5S Primo Di Nicola non avrebbe mai immaginato, di ritrovarsi alle prese con la restituzione del vitalizio al condannato Roberto Formigoni e l’assalto (trasversale) alla diligenza per allargare le maglie del condono fiscale contenuto nel decreto Sostegni all’esame di Palazzo Madama.

Partiamo dalla sentenza della Commissione contenziosa che ha accolto il ricorso dell’ex governatore della Lombardia Formigoni cui era stata sospesa la pensione parlamentare perché condannato…
“Un grave passo indietro, la rivincita della Casta. Le norme che prevedevano di sospendere il vitalizio ai condannati per gravi reati rispondevano all’esigenza di assicurare il rispetto della legalità e della moralità per chi riveste funzioni pubbliche che, a maggior ragione per chi ha l’onore e l’onere di rappresentare la Nazione in Parlamento, la Costituzione prevede sia svolta con disciplina ed onore”.

Dopo la sentenza su Formigoni, anche l’ex governatore dell’Abruzzo Del Turco, riotterrà probabilmente il vitalizio. Che effetto le fa considerando che entrambi sono stati condannati per scandali legati alla Sanità, visto il periodo di emergenza che il Paese sta attraversando anche per le criticità evidenziate proprio dal nostro sistema sanitario nazionale?
“Un pessimo effetto. Ancor più indigeribile e inaccettabile dal momento che i reati loro contestati riguardavano la gestione della sanità ridotta a brandelli da almeno un ventennio di sprechi e corruttela”.

Formigoni è stato riconosciuto indigente, la famiglia di Del Turco si appella invece alla grave malattia del loro congiunto. Che messaggio arriva da queste vicende ai comuni cittadini?
“Di evidente disparità di trattamento, con tutto il rispetto per la situazione di salute in cui versa l’ex senatore Del Turco”.

Per motivare la sentenza Formigoni, la Commissione cita anche la legge istitutiva del Reddito di cittadinanza e i reati che ne giustificano la revoca, come terrorismo e associazione di stampo mafioso, “del tutto anodini” rispetto al caso dell’ex governatore lombardo. La convince?
“Sebbene ci siano stati anche parlamentari condannati per collusione con la mafia, faccio notare che il reato più comune per i politici di solito è la corruzione. Forse alla Contenziosa potevano scegliere altri argomenti per giustificare la demolizione della delibera Grasso all’epoca validata dal parere di eminenti giuristi. La verità è che la decisione di ieri (martedì, ndr) è un altro passo verso la demolizione della riforma dei vitalizi da sempre indigesta alla Casta”.

La sentenza dispone l’“annullamento erga omnes” della delibera Grasso. A beneficiarne, quindi, potrebbero essere anche altri illustri condannati. Che effetto le fa?
“è chiara e umiliante la vanificazione di regole dettate per garantire quella moralità pubblica che i cittadini italiani reclamano da anni e che non si limita solo ai vitalizi”.

A giudicare dal titolo del suo ultimo libro (Parassiti), immagino che si riferisca al condono inserito nel dl Sostegni…
“E certo. Perché regalare l’ennesima sanatoria agli evasori fiscali è un messaggio devastante che va nella stessa direzione. In Italia si può infrangere la legge tanto poi arriva sempre un condono”.

A proposito di condono, quello introdotta dal decreto Sostegni – per stessa ammissione di Draghi – è ora all’esame del Senato. Ed è già partito l’assalto alla diligenza per allargarne le maglie persino da esponenti M5S. La sorprende?
“Non solo mi sorprende, ma mi offende come parlamentare eletto in base ad un programma che ai primi posti vedeva la lotta all’evasione fiscale. Nemmeno le critiche di Bankitalia, Corte dei Conti e sindacati sono riuscite a far desistere Governo e parlamentari che, al contrario, in Senato hanno presentato una raffica di emendamenti per allargare l’area del condono. Evidentemente al peggio, in politica, non c’è più limite. E mi dispiace che in questa compagnia sia finito anche il Movimento 5 Stelle”.

Però c’è anche un emendamento a sua firma di segno opposto…
“Lo porterò avanti in commissione Finanze e in Aula, ma con l’aria che tira posso già ad immaginare che fine farà”.

E a quel punto lei come voterà, anche se dovesse essere posta la fiducia?
“Voterò contro anche in caso di fiducia. Questo Governo era nato per affrontare tre emergenze: economica, pandemica e sociale. Speravo che Draghi tenesse alta l’asticella della buona politica invece si è arreso al partito trasversale degli evasori”.

Dovesse scrivere un nuovo libro oggi come lo intitolerebbe?
“Condono & Vitalizio, il trionfo dei privilegi della casta e della cattiva politica che calpesta ogni regola di moralità pubblica e di equità pur di assicurarsi facili consensi elettorali. Nei prossimi anni dovremo restituire le centinaia di miliardi del Recovery Fund. In più avremo un debito pubblico ingigantito dagli scostamenti di bilancio imposti dall’emergenza. L’idea che a pagare il conto siano i soliti contribuenti onesti mi indigna. Anche se, ahimè, in Parlamento l’indignazione è un sentimento scarsamente condiviso”.