Catasto, se non si approva la riforma cade il Governo. Destre in trincea contro la mappatura degli immobili. Lega e FI presentano un altro testo

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La delega fiscale con la riforma del catasto continua a tenere sui carboni ardenti maggioranza e Governo. Il rischio che l’esecutivo venisse battuto sul testo, ormai da mesi fermo in commissione Finanze della Camera, era dietro l’angolo. E così ieri, quando avrebbero dovuto cominciare le votazioni degli oltre 400 emendamenti, si è deciso di prendere altre 24 ore di tempo.

È ancora fresca la legnata che l’esecutivo ha preso sul Milleproroghe quando in Commissione è andato sotto quattro volte. Il giorno dopo quello smacco il premier Mario Draghi aveva strigliato i partiti e aveva fatto capire che, assieme ad appalti concorrenza e giustizia, la delega fiscale è al centro della sua agenda. E che non intende mercanteggiare su queste riforme attese in Europa. Pena la tenuta stessa dell’esecutivo.

E ieri ha ribadito il concetto tramite la sottosegretaria al ministero dell’Economia, Maria Cecilia Guerra: “O si approva la riforma del catasto o tutti a casa”. Ma prima il contesto. Lega, Forza Italia, Coraggio Italia e Noi con l’Italia, assieme a Fratelli d’Italia, vorrebbero cancellare l’articolo 6 della riforma, che prevede una mappatura degli immobili su tutto il territorio da ultimare per il 2026. Temono una patrimoniale sulla casa, benché Draghi abbia più volte rassicurato sul contrario.

La delega fiscale con la riforma del catasto continua a tenere sui carboni ardenti la maggioranza

È soprattutto la Lega, i cui ministri a suo tempo non avevano partecipato al voto in Consiglio dei ministri sulla riforma del catasto, a fare muro. Lo stesso Matteo Salvini, premettendo di occuparsi d’altro e di lasciare spazio alle interlocuzioni del gruppo, avrebbe invitato i suoi ad andare avanti e a mantenere la posizione di durezza. A cui Draghi, tramite la Guerra, reagisce con uguale fermezza: “Se la riforma del catasto non verrà approvata si riterrà conclusa l’esperienza di governo”.

Parole che accendono la discussione in Commissione. Dal centrodestra in particolare si sarebbero levate urla e c’è chi ha contestato un simile aut aut in questo momento, delicato per il conflitto in Ucraina. Fra l’altro, a sentire alcuni parlamentari, sempre dalle file del centrodestra è stata sollevata la questione della presenza di Francesco Giavazzi, consigliere economico del premier, nella riunione di martedì tra maggioranza e governo. Riunione durante la quale Giavazzi si sarebbe comunque limitato ad ascoltare, senza intervenire. La sua presenza sarebbe stata vissuta, però, come una pressione sui lavori del Parlamento da parte dell’esecutivo.

FI ha chiesto a quel punto una sospensione di qualche ora. Poi la decisione di far slittare tutto a oggi. L’aut aut del Governo però non è stato considerato indigeribile solo dal centrodestra anche il M5S lo ha stigmatizzato come inaccettabile.

Ora gli azzurri guidati da Silvio Berlusconi si sono fatti carico di trovare una mediazione che dovrebbe ruotare attorno a dei “rafforzativi” sul fatto che la nuova mappatura non comporterà aumenti delle tasse sulla casa. Nella proposta di Forza Italia ci dovrebbe essere anche quella di specificare il coinvolgimento dell’Anci e delle associazioni di categoria (Confedilizia si batte fin dal primo giorno chiedendo lo stralcio). Ma a sera il tentativo non sembra decollare.

Il disegno di legge presentato alla Camera il 29 ottobre scorso dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, non produrrebbe ripercussioni fiscali dirette ma la riforma potrebbe interessare circa 39 milioni di persone fisiche e circa 1,5 milioni di persone giuridiche (intestatarie di immobili urbani).

In mattinata il centrodestra ha presentato in commissione Finanze un nuovo testo sulla riforma del Catasto. I lavori della stessa commissione sono stati così sospesi per svolgere un vertice di maggioranza e confrontarsi sulle nuove norme, come chiesto da Lega e FI.