Centrodestra vecchio stile. Un Polo del Buon Governo con in testa i 40enni Salvini, Fitto e Meloni

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Il referendum costituzionale, al di là di quello che sarà l’esito, rappresenta la vera prova generale del Centrodestra che verrà. Con buona pace di Stefano Parisi che non scalda neppure i colonnelli azzuri, infatti, sarà il trampolino di lancio di quei quarantenni che più volte negli anni hanno provato a rompere le righe e hanno incontrato sempre lo stesso muro: Silvio Berlusconi. È stato così per Raffaele Fitto e Giorgia Meloni, leader dei Conservatori e riformisti e di Fratelli d’Italia, un tempo  esponenti del partito del Cav, che si sono battuti invano per sdoganare le primarie.  Ma lo stesso discorso vale pure per Matteo Salvini, segretario di un partito, la Lega, che ha fatto le sue fortune soprattutto grazie all’alleanza con l’ex Cavaliere. Ora le primarie tornano di nuovo a occupare uno spazio centrale nell’agenda dei tre. E possono diventare lo spartiacque tra il passato (i tentativi falliti di adottarle per la selezione della leadership) e il futuro (le prossime elezioni che si terranno tra circa un anno e mezzo). Proprio Fitto, Meloni e Salvini potrebbero quindi riuscire nell’impresa di imporsi sulla scena come i veri rottamatori del Centrodestra.

SILVIO È LONTANO
Il momento sembra quello giusto perché più fattori giocano a loro a favore. A cominciare dalla forza sempre più contenuta di Silvio Berlusconi. “La sua influenza appare ormai ridimensionata. Non solo, ma calerebbe ancora dinanzi al fronte dei tre giovani competitor, a patto, però, che sappiano dimostrare di saper stare insieme”, ha detto a La Notizia una fonte vicina a Fitto. La battaglia per il No alle riforme, poi, è un altro elemento che porta acqua al loro mulino. È l’occasione giusta per dimostrare di sapere lavorare uniti. Per ora la linea sembra essere quella del marciare divisi per colpire uniti, ma non è detto che già prima del 4 dicembre le cose non cambino.  Di occasioni in calendario per dare i primi segnali ce ne sono. A cominciare dalla manifestazione di Salvini  a Firenze, in programma il prossimo  12 novembre.

APPUNTAMENTI
Ma prima ancora c’è il lancio de “La Convenzione blu”, iniziativa promossa da Fitto a Roma il 5 e 6 novembre. “Proprio a questa iniziativa – ha raccontato a La Notizia un’altra fonte – dovrebbe partecipare pure Giorgia Meloni. Per Salvini il discorso è diverso perché a ridosso di questo evento si terrà il suo, a Firenze. E, quindi, il leader della Lega potrebbe non voler scoprire prima le sue carte”.  Ma una vittoria del sì al referendum rischierebbe di uccidere in culla l’embrionale reunion del Centrodestra? Non è detto. In questo caso più che il risultato finale può contare il percorso. E alla fine il lavoro di squadra potrebbe gettare le basi di un Centrodestra unito per le elezioni. Va in questa direzione, per esempio, il progetto partitico “Lega Italia”, rispolverato da Salvini. Che in nuce ripropone il vecchio schema berlusconiano del ‘94 Polo delle Libertà – Polo del Buon Governo, nati per tenere insieme il Nord e il Centro-Sud. Insomma, un’idea di Berlusconi ma messa in gioco per rottamarlo.  Quando si dice l’eterogenesi dei fini.