Il Paese va unito, non diviso. Cgil e Uil in piazza contro la Manovra dei Migliori. Bombardieri: “Svegliatevi e ascoltate queste persone. C’è bisogno di misure concrete”

sciopero Cgil Uil Landini
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“Hanno detto che è una manovra espansiva, sì ma espansiva per chi? E’ il momento di dare numeri precisi, numeri reali e lo dico anche ai tg, ai giornali, alla televisione, all’informazione. Quando il 16 novembre ci convochi e ci dici che hai 8 miliardi e ci hai chiesto cosa pensavamo, abbiamo detto che dovevano andare a lavoratori e pensionati, non al taglio dell’Irap o alla modifica delle aliquote Irpef. Noi avevamo avanzato la proposta di decontribuire il lavoro e non è stato fatto”. È quanto ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, durante la manifestazione in piazza del Popolo (qui il video), a Roma, per lo sciopero generale proclamato con la Uil (leggi l’articolo).

“Si è intervenuto sulle aliquote – ha aggiunto il segretario nazionale della Cgil – e questo determina una cosa precisa: chi prende poco, avrà poco. dico ai giornali di dire la verità, non di fare le percentuali e di dire balle. Oggi non è il momento di dare di più a chi ha già, ma di tutelare chi non ce la fa e chi non arriva a fine mese. Abbiamo bisogno di unire questo paese, non di dividerlo e lo divide l’evasione fiscale che non viene combattuta, la precarietà nel lavoro, l’ingiustizia, questo divide il Paese”.

“Ai politici dico – ha detto, invece, il leader della Uil, Pier Paolo Bombardieri -: svegliatevi e ascoltate queste persone. Ci hanno accusato di aver dilaniato il tessuto sociale, il disagio sociale invece c’è. Lanciamo un segnale al governo e alla politica, c’è bisogno di misure concrete, c’è un Paese che chiede di superare disuguaglianze e difficoltà. I poveri sono un milione in più, 2 milioni di famiglie non riescono a fare le visite di prevenzione sanitaria”.

“Quando ci dite che avete dato 8 miliardi per la sanità – ha detto ancora il segretario della Uil dal palco di piazza del Popolo -, avete dato 170 miliardi alle aziende che hanno delocalizzato, che hanno licenziato con sms, ricordate queste cose quando parlate di equità e giustizia. Noi vogliamo Paese diverso con la nostra voglia di cambiare e di avere una società più giusta. Non ci fermeremo e andremo in piazza se necessario”.

“Oggi non è la fine di un ciclo di manifestazioni: è l’inizio. Non rinunciamo a una vera riforma delle pensioni, del fisco, al superamento della precarietà, alla sicurezza del lavoro. Non ci fermeremo” ha detto Landini concludendo la manifestazione di Roma. “Quella di oggi – ha affermato – è una giornata bellissima, perché abbiamo rimesso al centro il lavoro e i bisogni reali”.

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