Poteva essere l’ennesima influencer di tisane drenanti, il volto di campagne pubblicitarie per brand adolescenziali da una stagione e via, poteva campare coi soldi di papà e la faccia da schiaffi di mamma; tutto si poteva augurare a Chanel Totti, tranne che di uscire dal pregiudizio che l’accompagnava.
Figlia di Francesco, l’ottavo Re di Roma, e di Ilary Blasi, una che di sfottò e freddure in tv è diventata regina, questa poco più che 18enne, dal nome che a suo tempo spaccò l’Italia pettegola, ha sempre alimentato i malumori dei rosiconi. Troppo sfacciata nella sua casa di lusso; troppo costruita coi suoi look Balenciaga, Gucci, Louis Vuitton; troppo sessualizzata con quei bikini interdentali; troppo raccomandata, una che si diploma in una scuola d’élite con lezioni in inglese e studia marketing e comunicazione all’università, ma sta sempre in vacanza.
Forte di quell’autoironia che in egual misura appartiene ad entrambi i genitori, Chanel tra i “raccomandati” della tredicesima edizione di Pechino Express ci si vede benissimo insieme al sodale Filippo Laurino, figlio della potente Graziella Lopedota, manager della Blasy e di altri grandi nomi dello spettacolo, perché “[chiamandoci così] abbiamo anticipato tutto il pubblico” di Sky, che la segue ogni giovedì, e soprattutto quello dei social, che l’ha ormai eletta “Diva del popolo”.
Rinvigorito da un cast litigioso e problematico da gestire, l’adventure game condotto da Costantino Della Gherardesca è stato fagocitato da subito da Chanel che sperava di non farsi notare (in conferenza stampa ha affermato di essere talmente pigra che “non mi alzo neanche per prendere un bicchiere d’acqua, piuttosto non bevo”), ma tra Indonesia, Cina e Giappone sta dimostrando di essere una giocatrice eccellente, stratega nel gioco ma non con le persone, pacificatrice e, quando non ci arriva, capace di spegnere polemiche e malumori con una battuta in romanaccio messa lì, con neanche tanta casualità, ma con molta saggezza.
Abile nei cambi di ritmo, spontanea e coinvolgente nei suoi momenti di nostalgia per la sorella Isabel e per una famiglia ormai spaccata, Chanel non si è mai lamentata delle dinamiche di gioco, probabilmente perché unica ad averne compreso lo spirito farsesco, e, se finora è sempre stata solo la figlia di, sta finalmente rivendicando quell’identità che il pregiudizio le ha sempre negato.