Fascicolo sui soldi di Chavez al M5S. Milano indaga per riciclaggio. Restano i dubbi sul racconto dell’ex 007 di Caracas. Il venezuelano vuole evitare l’estradizione negli Usa

Chavez Casaleggio
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Sui presunti fondi inviati dal Venezuela a Gianroberto Casaleggio per il Movimento cinque stelle (leggi l’articolo) sta indagando la Procura di Milano. L’inchiesta è aperta da oltre un anno, con le ipotesi di finanziamento illecito e riciclaggio, e spunta fuori in occasione del riaccendersi delle polemiche sulla vicenda, bollata subito dai pentastellati come una fake news e che ha già portato Davide Casaleggio, figlio del guru M5S, a sporgere querela.

L’attività della magistratura sembra così destinata a fare definitivamente chiarezza sulla vicenda, stabilendo se quanto avrebbe sostenuto l’ex capo dell’intelligence venezuelana abbia qualche fondamento o se invece non sia solo una manovra di Hugo Armando Carvajal, detto El Pollo, per evitare l’estradizione negli Usa.

IL PUNTO. Le indagini sono relative ai 3,5 milioni di euro in contanti che, stando alle dichiarazioni accusatorie, M5S avrebbe ricevuto nel 2010 dal Venezuela. Una vicenda già al centro di un’inchiesta giornalistica pubblicata nel giugno 2020 dal quotidiano spagnolo Abc, corredata da un documento attribuito all’intelligence chavista, per cui gli inquirenti hanno già ascoltato il giornalista spagnolo autore della stessa inchiesta e inoltrato alla Spagna un ordine di investigazione europeo per poter sentire anche Carvajal, a capo degli 007 di Caracas quando governava Hugo Chavez e all’inizio del governo di Nicolas Maduro, arrestato recentemente appunto in Spagna su ordine degli Stati Uniti d’America.

Carvajal ha tra l’altro parlato davanti ai giudici spagnoli di presunti finanziamenti illeciti a partiti di sinistra di vari Paesi da parte del regime venezuelano. In base al documento classificato dai servizi segreti, l’attuale presidente Maduro, allora ministro degli esteri, avrebbe spedito una valigetta con 3,5 milioni di euro al consolato con sede in corso Europa e in particolare al console venezuelano a Milano, Gian Carlo Di Martino. Soldi indirizzati, secondo Abc, a Gianroberto Casaleggio, indicato da Caracas come “promotore di un movimento di sinistra rivoluzionario e anticapitalista nella Repubblica italiana”, e consegnati dallo stesso console Di Martino.

L’ALTRO FRONTE. Il giudice della Audiencia Nacional, Manuel García-Castellón, intende concedere lo status di testimoni protetti a coloro che, secondo l’ex capo dell’intelligence venezuelana Carvajal, potranno confermare come il regime chavista abbia finanziato la nascita di Podemos e di altri movimenti politici ritenuti amici. Al giudice istruttore El Pollo ha evidenziato il ruolo centrale che Juan Carlos Monedero, fondatore di Podemos, avrebbe avuto nel finanziamento. Monedero avrebbe ricevuto oltre 600mila euro e Carvajal ha poi aggiunto che i fondi del regime chavista sono giunti pure a un’altra fondatrice, Carolina Bescansa.

Uno dei sistemi utilizzati per far arrivare quei fondi sarebbe stato quello delle valigette diplomatiche, un metodo che permette di eludere i controlli alle frontiere. Secondo fonti giudiziarie, Carvajal non ha però fornito registrazioni o documenti che potrebbero provare le sue accuse e che, secondo fonti a lui vicine, avrebbe ancora a sua disposizione. Oltre all’invito a comparire per i testimoni, l’intenzione del tribunale è poi quella di cercare di ratificare le dichiarazioni di Carvajal e i documenti da lui forniti attraverso le procedure spagnole. El Pollo intanto è accusato dagli Usa di coinvolgimento nel traffico di droga su larga scala quando era membro di spicco del regime chavista. E l’estradizione è già stata approvata.

Leggi anche: Altro fango sui soldi di Chavez ai 5S. Casaleggio si appella al Colle. Il figlio di Gianroberto torna a smontare la fake news. E chiede a Mattarella di fermare la gogna mediatica.