Che musica stonata per YouTube. I big della canzone allo scontro sui diritti d’autore. Gli artisti incassano dal colosso web solo le briciole

di Vittoria Patanè
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I big della musica sono pronti a sfidare il colosso YouTube. Al centro della contesa, manco a dirlo, ci sono i diritti d’autore. A guidare la battaglia c’è un esercito di cantanti, con Kate Perry e Billy Joel in prima fila, che chiedono al sito che fa capo a Google di pagare di più in royalty. Quello che prima veniva considerato un modello unico per promuovere le canzoni ora sta diventando sempre di più un nemico da abbattere per molte star, che si sentono sfruttate dal colosso mondiale in cambio di un mezzo piatto di lenticchie. E pensare che YouTube può contare su oltre un miliardo di clienti, ma nonostante questo, le star della musica, sostengono che per loro produce meno reddito rispetto all’industria di nicchia dei dischi in vinile. Ecco perché gli artisti chiedono revisioni all’attuale legge: il digital millennium copyright act che dal 1998 consente ad alcuni siti, tra gli altri YouTube, di avere il copyright del materiale pubblicato dagli utenti rendendo difficile la rimozione dei contenuti non autorizzati. L’industria musicale la definisce, senza troppi giri di parole, “una pirateria legalizzata”. E la richiesta di cambiare la legge si sta rendendo necessaria per la sopravvivenza visto che ormai sono sempre meno le persone disposte a pagare per ascoltare musica, preferendo l’ascolto in streaming. Una battaglia che ha preso vigore proprio in coincidenza del rinnovo contrattuale fra le case discografiche e YouTube. Il colosso che fa capo a Google, però, rilancia sostenendo di aver dato oltre 3 miliardi di dollari alla filiera dell’industria musicale. La difesa è arrivata direttamente dallo chief business officer di YouTube, Robert Kyncl: “Per noi la musica è importante, come gli artisti che, grazie alla nostra piattaforma, mettiamo in comunicazione con i loro fan”. Sottolineando, infine, che le misure sul copyright di YouTube, “funzionano come dovrebbero funzionare”. Dipende dai punti di vista.