Chiacchiere da referendum. Ultimo giorno di campagna elettorale, per Renzi la partita è aperta. Salvini già vede brogli

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Ormai tutte le cartucce sono state sparate. La campagna elettorale per il referendum è stata talmente lunga che nessuno può pensare di tirare fuori il coniglio dal cilindro. Quindi, l’ultimo giorno di appelli al voto ha il sapore di un remake dei giorni precedenti, senza grandi possibilità di sorpresa. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha cercato di diffondere il suo proverbiale ottimismo: “È una partita che ha un alto numero di indecis: io ci credo in questa battaglia”. E nel suo dicorso c’è stato un riferimento alla “maggioranza silenziosa”. Per il premier “credo non ne possa più di continuare con un sistema che non funziona”.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha subito aumentato il livello di tensione: “Credo che in consolati e ambasciate ne siano successe di cotte e di crude. Ma conto sul fatto che il voto degli italiani sarà un voto per il No che supererà anche gli eventuali Sì inventati e comprati da Renzi in giro per il mondo. E da lunedì a Palazzo Chigi si cambia inquilino”. “Il voto all’estero è stato proposto dall’allora ministro del centrodestra Tremaglia e votato a sinistra. Non capisco, perché dire che lì si fanno i brogli? Perché continuare ad alimentare tensioni e polemiche?”, ha aggiunto il numero uno del Carroccio. Dall’ex premier Silvio Berlusconi è stato rinnovato l’appello al No: “Guardo con timore che possa passare questa riforma, nemica della democrazia perché porterà un uomo solo al comando”. E non è mancata la stoccata personale a Renzi: “Dimostra di essere quella persona inaffidabile che è come dimostrato con quel ‘Enrico stai sereno”.

Dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, è tornato sulla questione della scheda. “Ieri Renzi in TV a Otto e mezzo è stato incalzato da una giornalista sulla questione della scheda falsa denunciata ieri da questo blog. Il premier è rimasto senza parole, ha balbettato per un po’ e poi, come un bimbo che non sa cosa dire, l’ha sparata grossa”. “La scheda che ho mostrato è un facsimile”, ha insistito l’esponente del Movimento 5 Stelle. “Siccome la sua riforma non prevede l’elezione da parte dei cittadini e non esiste una legge elettorale per il Senato, quella scheda non esiste”, ha concluso Di Maio.