Chiese distrutte dal sisma, arriva Paolucci. Super consulenza per il direttore dei Musei Vaticani. Deciderà i luoghi sacri da ricostruire

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Antonio Paolucci non ha alcuna voglia di andare in pensione. Il potente direttore dei Musei Vaticani lascerà presto l’incarico a Barbara Jatta, prima donna chiamata a curare le collezioni papali e che ha guidato il gabinetto delle stampe della Biblioteca Apostolica Vaticana dimostrando doti non comuni di competenza e diplomazia (che tra le mura della cittadella papale è sempre indispensabile). Ma Paolucci non è certo un uomo che non ama il potere: lo ha dimostrato quando era soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, e poi in qualità di ministro per i Beni culturali.

GRANDE ATTIVISMO
Nato a Rimini nel 1939, lo storico dell’arte nelle ultime settimane lavora senza sosta: ogni giorno la presentazione di un libro, o di una mostra, sia nei Musei Vaticani che “fuori sede”. All’Accademia nazionale di San Luca, nell’ambito delle celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno accademico, ha presentato il volume Tiziano. Indagini sulla pittura di Andrea Donati. Ieri nella sua agenda c’era la presentazione, nella sala conferenze dei Musei Vaticani, della nuova datazione per il ritrovamento del Laocoonte, grazie allo studio effettuato su un incunabolo conservato a Segni. E poi l’8 novembre presenterà la mostra “Antoniazzo Romano e Montefalco”. Sono solo alcuni dei mille impegni di Paolucci, che è pronto a tornare al suo antico amore, quello della divulgazione, grazie al mezzo televisivo: una passione coltivata insieme a un amico di vecchia data, Nino Criscenti (storico uomo Rai), con il quale ha realizzato nel corso di quasi due decenni una lunga serie di documentari, con Land Comunicazioni.

ESPERTO DEI TERRITORI
Paolucci aveva firmato dei preziosi filmati dove protagonisti erano i territori che ora sono stati colpiti duramente dai terremoti, in Umbria e nelle Marche, e presto potrebbe diventare, in virtù alla sua esperienza, il consulente numero uno per la ricostruzione delle chiese e dei monasteri danneggiati dalle scosse. Paolucci gode della stima di Papa Francesco, mentre è ben conosciuta l’avversione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi per i soprintendenti, da sempre accusati di ogni nefandezza, fin da quando era sindaco di Firenze: “Una delle parole più brutte del vocabolario”, ha scritto nel suo Stil novo pubblicato nel 2012, parlando della figura del soprintendente. Per poi affermare, rivolto ai cittadini fiorentini, che “le soprintendenze devono sovrintendere e occuparsi delle questioni culturali: se vogliono fare politica possono candidarsi, come qualcuno ha fatto in passato senza grandi risultati, esprimendo le proprie idee: in alternativa ci facciano il piacere di adempiere gli accordi firmati dai soggetti istituzionali”.

RICOMPENSA
Paolucci ha dunque ben dimostrato di saper servire sia lo Stato che la Chiesa, e quest’ultima adesso sembra intenzionata a dimostrarsi riconoscente: la volontà è quella di non permettergli di passare le giornate sulle panchine dei giardinetti. E lui saprà rendersi utile, anche per colpa delle scosse di terremoto.