Chiusa l’inchiesta Consip. Babbo Renzi e Verdini ora rischiano il processo. Per i pm condizionarono gli appalti. Nel mirino una maxi-gara da 2,7 miliardi

Sparita da tempo dai radar, torna a irrompere sulla scena lโ€™inchiesta sul caso Consip. A riportarla in auge รจ la Procura di Roma che ieri ha chiuso uno dei filoni della maxi indagine, consegnando i relativi avvisi alle persone coinvolte, che ora potrebbe finire in unโ€™aula di tribunale. A rischiare il processo sono undici persone tra cui Tiziano Renzi, padre dellโ€™ex premier Matteo, a cui viene contestato il traffico di influenze illecite e la turbativa dโ€™asta. Dalla lettura delle carte emerge come la maggior parte delle contestazioni riguarda essenzialmente due gare bandite allโ€™epoca dalla centrale appalti della pubblica amministrazione, ossia la Fm4 che valeva 2,7 miliardi di euro e quella da alcune decine di milioni per i servizi di pulizia.

Nessun colpo di scena perchรฉ dalla lettura dellโ€™avviso di conclusione indagini sembra confermata in toto lโ€™iniziale ricostruzione del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pubblico ministero Mario Palazzi secondo cui i reati, tutti avvenuti fino al 2016, sono stati compiuti da due distinti gruppi di pressione. Il primo รจ quello che fa capo al padre di Matteo Renzi e Carlo Russo, entrambi vicini allโ€™imprenditore Alfredo Romeo, e lโ€™altro guidato da Denis Verdini, a cui viene contestata la turbativa dโ€™asta e la concussione, che mirava a favorire lโ€™imprenditore Ezio Bigotti. Tra gli indagati in questo troncone della maxi inchiesta non mancano anche altri due ex parlamentari ossia lโ€™ex deputato di Ala, Ignazio Abrignani, e lโ€™ex parlamentare di Alleanza Nazionale, Italo Bocchino. Al primo viene contestata la turbativa dโ€™asta e la concussione, al secondo il traffico di influenze illecite, alcuni reati tributari e la turbativa dโ€™asta.

LO STOP E LA RIPARTENZA. Contrariamente a quanto si possa pensare, non รจ la prima volta che questโ€™indagine arriva a conclusione. Gi a febbraio scorso, infatti, la Procura di Roma era arrivata a chiudere il fascicolo per poi spedire al gip Gaspare Sturzo una richiesta di archiviazione. Peccato che in quellโ€™occasione il giudice non ha voluto sentir ragioni e oltre a respingere tale istanza, chiedendo nuove indagini, si รจ spinto oltre arrivando a sollecitare lโ€™iscrizione nel registro degli indagati di Verdini, dellโ€™ex parlamentare del suo partito Abrignani e delโ€™imprenditore Bigotti, tutti poi effettivamente finiti sotto inchiesta per la presunta turbativa della gara Fm4 varta dalla centrale appalti della Pubblica Amministrazione.

Cosรฌ anche loro sono finiti nel fascicolo assieme a Carlo Russo, amico di babbo Renzi, accusato di turbativa dโ€™asta e corruzione, e allโ€™imprenditore Alfredo Romeo, indagato per traffico di influenze illecite, corruzione e turbativa dโ€™asta. Un fascicolo per il quale a rischiare il processo sono anche lโ€™ex amministratore delegato di Grandi stazioni, Silvio Gizzi, per turbativa dโ€™asta, lโ€™ex ad di Consip Domenico Casalino per traffico di influenze illecite e turbativa dโ€™asta, il dirigente Francesco Licci per traffico influenze illecite.

Lโ€™ACCUSA A TIZIANO. Secondo i capi di imputazione Russo, agendo in accordo con Renzi senior e โ€œsfruttando relazioni esistenti con lโ€™allora amministratore delegato di Consip, Luigi Marroniโ€ avrebbe istigato questโ€™ultimo โ€œal compimento di atti contrari al proprio ufficioโ€ e โ€œconsistenti nellโ€™intervenire sulla commissione aggiudicatrice della gara FM4โ€. In particolare lโ€™attivitร  illecita sarebbe stata compiuta sul presidente della commissione aggiudicatrice Licci, โ€œanche per il tramite di Domenico Casalinoโ€, per โ€œfacilitare la Romeo Gestioni, partecipante alla FM4, mediante lโ€™innalzamento del punteggio tecnico nella fase di valutazione tecnica dei progettiโ€.

Inoltre Russo, in base al capo di accusa, โ€œsi faceva dare da Romeo, che agiva in accordo con Bocchino, utilitร  consistite nella stipula di un contratto di lavoroโ€ a favore della cognata, โ€œe numerose ospitalitร  negli hotel di proprietร  del gruppo Romeo, nonchรฉ si faceva promettere denaro in nero per sรฉ e per Tiziano Renziโ€ e โ€œpromettere la stipula di un contratto di consulenzaโ€.