Dopo i racconti hard di monsignor Balda, pure Bergoglio fa mea culpa: un errore nominare lo spagnolo e la Chaouqui nella Commissione sulle finanze vaticane

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Quello che emerge dal memoriale che monsignor Lucio Vallejo Balda ha consegnato al primo avvocato l’8 novembre scorso, è un mondo che potrebbe essere definito in tutti i modi possibili, fuorché crisitiano. Contatti, lobbisti, accordi, sesso, soldi. Emergono, ad esempio, i rapporti del cardinale, anche carnali, con Francesca Immacolata Chaouqui. E c’è il racconto di tutta la rete di contatti della pierre. Da Giampiero Massolo a Silvio Berlusconi, da Marco Carrai fino a Beatrice Lorenzin, tutti contatti che secondo il monsignore assicuravano una protezione imperturbabile alla pierre. E, soprattutto, emerge come la Chaouqui abbia premuto affinchè Balda consegnasse documenti e password della Cosea ai giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi.

RAPPORTI HOT
Secondo quanto raccontato ieri da Repubblica, sono tanti i momenti delicati descritti nel memoriale. A cominciare dal turbolento rapporto con la pierre calabrese. La stesa Chaouqui viene descritta come un demone tentatore, di cui lo stesso cardinale aveva timore. Timore e amore, dato che per sua stessa ammissoine della pierre si era innamorato. Il monsignore spagnolo, infatti, mette per iscritto che la Chaouqui lo ha sedotto a Firenze il 28 dicembre 2014. Lui, subito dopo avere consumato, si pente, e cerca di allontanarsi dalla donna. Però la teme. “Io ho avuto paura di questo… Lei aveva tanti numeri di telefono”. Ed è da qui che il rapporto tra i due sarebbe diventato difficile, tra pressioni, telefonate e messaggi al veleno (“sei un verme”, scrive ad esempio la Chaouqui a Balda in un messaggio).

PAROLA AL PONTEFICE
Ma prima della rottura, ci sarebbe stato l’incontro con i giornalisti che scrissero i due libri-inchiesta. Siamo a marzo 2015. “Francesca mi organizzò un aperitivo. Quando arrivai vidi Nuzzi che già conoscevo, ma feci finta di non conoscerlo”. Davanti alle richieste dei giornalisti, il monsignore dice di aver soggiaciuto “e ho passato i documenti “. Passerà anche cinque fogli con le password dei file criptati tenuti nel suo indirizzo di posta. Ed è su quest’aspetto che preme l’accusa. Intanto, nella giornata di ieri è intervenuto anche Bergoglio che avrebbe ammesso che è stato un madornale errore scegliere Balda e Chaouqui nella Cosea. Cose che “nemmeno Lucrezia Borgia”. Infine, riferendosi a Fittipaldi e Nuzzi, ha aggiunto: “È importante  che la stampa denunci la corruzione”. Ma purchè non si cada nei peccati di “disinformazione, calunnia e diffamazione”.

NUOVE INDAGINI
Per la pierre si è intanto aperto un altro fronte giudiziario: è indagata dalla procura di Roma assieme al marito Corrado Lanino per la vicenda della compravendita del castello di San Girolamo, a Narni. Dagli accertamenti sarebbero emerse infatti possibili intrusioni in computer legati in qualche modo al Vaticano.