Ci mancava lo spauracchio del Governo tecnico. Renzi entra a gamba tesa nella settimana del referendum

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Il pendolo “dimissioni sì, dimissioni no” sembra essersi fermato sul “dimissioni sì”. Perché il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha lanciato un nuovo avviso: se viene bocciata la riforma c’è il rischio di un Governo tecnico. “Non lo posso scongiurare io, lo dovete scongiurare voi con il Sì. Il rischio c’è, è evidente”, ha detto il premier durante un comizio a Torino. E quindi ha spiegato la sua posizione: “Sul governo certo che c’è una ricaduta, è evidente. Non possiamo avere un paese fermo a galleggiare. Non sto a far politica per aggiungere una riga al curriculum vitae. Io non sto a vivacchiare e galleggiare nei giochini. Io non sono come tanti”, A sette giorni dal voto, il premier ha quindi rilanciato la sfida: “Ci aspetta una settimana divertentissima, un’occasione straordinaria, non buttiamola via”.

L’ex premier di un esecutivo tecnico, Mario Monti, ha però un altro parere: “Quella del referendum è una scelta di merito, tutti stiamo sentendo la pressione di farne una scelta di campo. Sapesse, dopo che ho esposto le ragioni meditate per cui voterò No, come mi sono sentito estraniato da molta gente negli ambienti dove opero e dove ho amici. Mi sono scoperto totalmente estraneo all’establishment”.