Cinguettii velenosi, quando l’inciucio non c’era

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Alessandro Barcella

La Rete, a differenza della politica, ha la memoria lunga: e talora non perdona. Potremmo definirla “la beffa delle larghe intese”: quello che prima ti era avversario, osteggiato e alle volte deriso, diventa ora collega di Governo. E così scandagliando tra i “cinguettii” politici del social network Twitter, ci imbattiamo in opinioni liberamente espresse, ma che ora sembrano suonare assai scomode. E’ Flavio Zanonato, attuale ministro dello Sviluppo Economico, il primo a caderne vittima.

Polemiche sul cerchio magico
Le poltrone di Lupi e la fila per l’intelligenza Sull’account di un ex manager del settore privato viene postato un commento critico nei confronti di Maurizio Lupi, attuale Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Critiche che si appuntano sui 57.000 euro netti annui che il ministro prenderebbe dal 2001 come Amministratore Delegato di Fiera Milano Congressi. “Senza andarci mai”, è il punto di vista della chiosa del velenoso tweet.
Flavio Zanonato, che di quel manager è un follower, sembra apprezzare. Il primissimo atto è quello di “ritwittare” il commento, ovvero di metterlo a disposizione sulla propria bacheca virtuale. Ma Zanonato fa di più, buttando lì un vero “carico da novanta”:”Lupi, quando distribuivano l’onestà stava votando Ruby nipote di Mubarak, quando distribuivano l’intelligenza aspettava il rimborso IMU”. Pochi giorni dopo il futuro ministro chiede a quello stesso manager di avere maggiori informazioni sull’argomento, di modo da verificare di persona ed eventualmente rilanciare la polemica. “Scrivo una mail a Zanonato con tutte le delucidazioni – ci spiega il manager – ma da quel momento, e siamo al 26 marzo (esattamente un mese prima della sua nomina, ndr), più nessuna risposta”.
Zanonato, cresciuto nel Partito Comunista Italiano e al suo secondo mandato da Sindaco di Padova, non è certo nuovo ad aspre critiche verso gli attuali “fratelli” di sponda Pdl del Governo Letta.
E’ sempre twitter ad offrirci un quadro più che esaustivo del suo pensiero. Appena 3 giorni prima di questo “cinguettio” gli strali si erano diretti verso il “cerchio magico” del Popolo delle Libertà: “Carfagna, il cagnolino Alfano e compari vogliono che non ci siano indagini e giudici per Berlusconi, “innocente” a prescindere dai fatti”, spiegava Zanonato, che in un secondo messaggio precisava : “Milano, i deputati # Pdl assediano il tribunale. Calma, calma, prima o poi vi processano tutti”.

Chi è senza peccato…
La vendetta del tweet imbarazzante non risparmia nessuno, tanto meno altri esponenti del Governo delle larghe intese. A cominciare dallo stesso Angelino Alfano, vicepremier e Ministro degli Interni, che sulla sinistra pareva avere idee ben chiare: “Pd pensa a fazione, non a Nazione – spiega in un tweet del 2 aprile scorso -. Se Bersani vuole occupare tutte le istituzioni, nessuno spazio per dialogo”. Pochi giorni prima, il 25 marzo, aveva scritto: “Sinistra, totale sganciamento dal Paese reale e dalle necessità degli italiani”.

Veleno in rete
Commenti al veleno per lo stesso Ministro Lupi, che non sembra apprezzare il nome di Emma Bonino tra i papabili al Quirinale: “Bonino presidente della Repubblica? Non è una figura di garanzia che rappresenti identità e cultura dell’Italia”, spiega il 4 aprile. Tre settimane dopo, allontanata per Emma Bonino l’ipotesi Colle, la ritrova come collega di Governo e Ministro degli Esteri.
Quali sono oggi le idee di Maurizio Lupi sulla rappresentatività all’Estero del Ministro Bonino?

Le esternazioni della Boldrini
Non si astiene dal commento, o meglio non si asteneva, nemmeno Laura Boldrini, attuale Presidente della Camera dei Deputati, che il 25 gennaio scriveva: “A #Repubblica Tv rivendico la differenza di genere in politica. Con#Berlusconi #donne ridotte a oggetti”. E se il concetto non fosse stato sufficientemente chiaro, il primo febbraio aggiungeva: “Declino dell’Italia causato da #Berlusconi, ma esponenti del Pdl fanno finta di ignorarlo. Così si allontanano i cittadini dalla politica”.
Chiudiamo con Renato Brunetta, fuori da incarichi governativi ma pur sempre in linea con il partito sull’accordo (o inciucio, che di si voglia) Pdl-Pd, che però 7 giorni prima del nuovo Governo scriveva: “Il #Pd è in frantumi, fino a quando durerà questo strazio? Il #Pd è incapace di tutto, produce solo candidati divisi per il Paese!”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Gli inganni di Salvini e Renzi

Persa ogni vergogna, i Mattei sono arrivati al punto di venderci la loro cacca per cioccolata, spacciando con inarrivabile faccia tosta le rispettive disavventure giudiziarie per medaglie. Renzi la settimana scorsa ha fatto un discorso “altissimo” in Senato contro le distorsioni della magistratura politicizzata, dimenticandosi

Continua »
TV E MEDIA