Cinque regioni presto al voto. Ma nei TgR non c’è pluralismo. In Toscana a Pd e Iv oltre metà del minutaggio totale. Nelle Marche e in Puglia FdI ha più spazio di tutti

di Silvio Capone
Politica

C’è qualcosa di estremamente particolare se, ad esempio, nelle Marche, regione governata dal dem Luca Ceriscioli (nella foto), il partito più rappresentato nel periodo “caldo” dell’emergenza coronavirus (primo aprile – 31 magio) sia Fratelli d’Italia, cui il Telegiornale Regionale ha concesso il 29,8% dello spazio complessivo. Il Pd, invece, nonostante sia la forza in assise regionale più rappresentata, ha goduto del 6,6% del minutaggio complessivo, ben distante da Italia Viva (13,3), Lega (12,2) e, addirittura, la rediviva Udc (10,1). C’è, forse, qualche problema di pluralismo se nella Toscana governata da Enrico Rossi, considerando soltanto Pd e Italia Viva si arriva a 54,4% del minutaggio dei Telegiornali regionali Rai ad aprile e maggio, lasciando agli altri partiti, evidentemente, solo le briciole.

Si dirà: c’è stata l’emergenza sanitaria. Vero. Ma è altrettanto vero che a meno che non ci siano novità dell’ultima ora o una nuova ondata di casi Covid (e tutti speriamo non accada), a settembre cinque regioni italiane, tra cui proprio anche Marche e Toscana, andranno al voto. Sono regioni molto delicate. Non fosse altro che, insieme, contano quasi 17 milioni di abitanti. Un terzo degli italiani. Per quanto la politica regionale sia altra cosa da quella nazionale, è indubbio che i risultati di Puglia, Campania, Toscana, Marche e Liguria ci diranno anche se le mosse, le strategie, le politiche attuate dal governo Conte saranno piaciute agli italiani. Senza dimenticare un altro particolare: eccezion fatta per la Liguria, governata da Giovanni Toti, le altre regioni sono oggi tutte a guida centrodestra. E gli effetti, anche a livello nazionale, potrebbero essere dirompenti se il centrosinistra dovesse perdere importanti presidi come Puglia o Campania o storiche bandiere come Marche e, soprattutto, Toscana. Ecco perché conoscere in che maniera si stia arrivando, già da ora, a quell’appuntamento, appare fondamentale.

CINQUE STELLE… METEORE. Ed è fondamentale capire in che maniera le varie redazioni regionali della Rai stiano raccontano la vita amministrativa, politica, pubblica dei vari territori. In alcune regioni, infatti, ciò che pare è che il Movimento cinque stelle non goda del tempo che pure gli spetterebbe. In Campania, ad esempio, i pentastellati alle scorse regionali (2015) hanno ottenuto circa il 17% delle preferenze; alle ultime europee hanno raggiunto il 33%. Ebbene: lo spazio concesso è pari al 14,5% dello spazio totale. Per non parlare dei singoli. La candidata presidente e consigliera regionale, Valeria Ciarambino, in due mesi risulta aver avuto 2 minuti e 43 secondi; Vincenzo De Luca “solo” 40 volte tanto.

Stesso discorso anche in Toscana: i 5S hanno solo il 7,5% del tempo complessivo, quando alle scorse regionali avevano ottenuto oltre il 15% e alle ultime europee (dato, come prima, da prendere in considerazione trattandosi dell’ultima tornata elettorale) il 12,7. Nelle Marche, addirittura, si scende al 6,1%: alle regionali del 2015 i grillini erano voltati oltre il 20%, mentre alle ultime europee ci si è fermati al 18,4. In ogni caso il triplo rispetto allo spazio concesso nei Tg. Andazzo decisamente diverso in Liguria dove i 5 Stelle sono la forza di gran lunga più rappresentata: 26,3% del tempo complessivo, seguita dal Pd (20,8%) e dalla Lega (19,8).

FRATELLI ONNIPRESENTI. Altro caso curioso è quello della Puglia. Se ovviamente andiamo a vedere i singoli personaggi politici, esattamente come accade in tutte le regioni d’Italia, il volto più ripreso, attenzionato, mostrato è quello di Michele Emiliano, con 19 minuti e 18 secondi, seguito dal sindaco di Bari Antonio Decaro con 12 minuti e 11 secondi. Se però anche in questo caso prendiamo in mano la “classifica” dei partiti, scopriamo – esattamente come accade nelle Marche – che la forza politica che ha goduto nei mesi di aprile e di maggio di maggiore spazio è Fratelli d’Italia: 30,3%. Il secondo partito, peraltro, è l’alleato Forza Italia (13,1), soltanto dopo (13) viene il Movimento cinque stelle.

Misteri che forse, chissà, rispondono al fatto che il meloniano della zona più noto, Raffaele Fitto, ha ancora il suo peso sul territorio. E la sproporzione, in effetti, si nota anche tornando ad analizzare i singoli personaggi politici: Antonella Laricchia – esattamente come la Ciarambino candidata presidente per i pentastellati e attualmente consigliera regionale – è stata “coperta” per un minuto e 14 secondi. Differenze siderali e pluralismo che a singhiozzo. In un periodo delicato sia perché usciamo da una tremenda emergenza, sia perché a breve si andrà al voto. Riequilibrare gli spazi, forse, sarebbe opportuno.