Cinque Stelle con le forbici, Di Battista chiede: “Taglio agli stipendi dei parlamentari”. Il Pd risponde: “Guadagnate uguale”

dalla Redazione
Politica

Tagliare gli stipendi ai parlamentari. Il Movimento 5 Stelle ha rilanciato la propria battaglia durante la discussione del bilancio della Camera. “Chiediamo che i parlamentari della Repubblica incassino 3.100 euro netti al mese, cifra che consente una vita più che dignitosa”, ha affermato Alessandro Di Battista in Aula. Un intervento che ha fatto il paio con quello del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio: “Il Movimento 5 Stelle ha dimostrato che si può fare politica senza rimborsi elettorali e ha dimostrato che si può fare il parlamentare anche tagliandosi lo stipendio. Perché non lo fanno anche gli altri?”. E addirittura Danilo Toninelli ha sollevato un dubbio: “Nessun giudice ordinario può entrare a controllare questo sistema chiuso. Questo mi porta ad avere molti sospetti. Non sarà mica che pure le spese rendicontate nascondano qualcosa che non va? Magari un’altra gigantesca rimborsopoli?”.

Risposta Pd
Ma dal Pd è arrivata una replica dura. “Basta con questa demagogia, a Livorno hanno rimesso i rimborsi spese per la benzina degli assessori, una cosa che non si vedeva da 30 anni”, ha affermato il capogruppo dem Ettore Rosato. “Vedremo cosa farete sui costi della politica, se sono solo bugie. Misuriamoci sul tema, ma fuori dalla demagogia”. E l’ex pentastellata, Gessica Rostellato, ha sottolineato: “I parlamentari grillini, al di là di quanto dichiarano, tra indennità pur autoridotta a 3mila e 200 euro, diaria e rimborsi vari dissimulati sotto varie voci – peraltro senza alcun controllo o certificazione efficace – percepiscono come, se non di più, degli altri loro colleghi”. Sullo stesso tenore le osservazioni della deputata Giuditta Pini: “Visto che l’onorevole Di Battista ha citato se stesso come esempio dicendo che lui percepisce 3.100 euro netti al mese e non usa soldi per il vitto, sono andata a controllare il suo stipendio. Nel sito di rendiconto che, ovviamente, rimanda a quello di Grillo, non sono riportati i compensi di giugno, maggio, aprile… A febbraio dichiara 5.246 euro, avendone restituiti 2.058, il netto è di 3.187 euro. Poi c” la voce ‘rimborsi’ (8.379 euro), con la restituzione ne restano 6.287. Per un totale, quindi, di 9.475,46 euro, a cui se ne aggiungono 135 di spese telefoniche, 341 di trasporti e 1.142 di vitto. Benissimo, nessun problema, perché è un deputato della Repubblica e con quei soldi svolge un’attivita’ politica”.